13 posts tagged “listenmen”
Là dove il cielo accarezza i desideri degli eletti, un urlo taglia la notte.
«No! Non ci credo! Non ci crederò maaaaaai!».
«Che rivelazione, amici! Anche il temibile Pollock è sconvolto, dopo aver scoperto che il misterioso rapitore incappucciato di Annie Haslam era...».
«Non osare pronunciare quel nome, donna!».
«Avresti dovuto vedere la sua faccia, Pollock, quando gli ho detto che sapevo. La verità è sempre l'arma migliore. L'umiliazione gli è risalita dalle viscere, trasformandogli i muscoli in gelatina. Quando l'ho buttato già dalla finestra, sembrava un sacco di patate. Credo di avergli fatto un favore, in fondo».
«Semiramis, dannato bastardo...».
«Fermo, idiota. Credi di avere qualche speranza contro di me, adesso che sono in guardia? Anneke da sola può stendervi tutti e tre».
«Ma non lo farò, Semiramis!».
«Cosa?» esclama Semiramis.
«Cosa?» esclama Alessia Marcuzzi.
«Le eroiche parole di Pollock mi hanno aperto gli occhi. Finalmente ho capito cosa vuoi fare, ed è mostruoso. Il Prog è sempre stato una vetta da scalare da soli, una conquista per pochi. Non puoi ridurlo ad un tormentone di stagione».
«Pensavo avessi già oltrepassato la fase romantica, Anneke...».
«Chi ascolta Prog è romantico per sempre!».
«Amici, questa serata sembra destinata ad essere una sorpresa continua! Adesso assistiamo in diretta al tradimento di Sally Venus II!».
«Stai zitta, specie di trampoliere! È lui il traditore, il traditore di tutti!».
«A me sembra che adesso siamo quattro contro uno, Zarrillo. E tu, credi di avere qualche speranza?».
«I fatti non cambiano per questo, Accapi. La macchina è già partita. Non potete fermarmi».
«Non preoccuparti bauscia, ci penserà il marciapiede a fermarti!».
Pollock carica in pieno petto Semiramis e, sfruttando il suo peso, sfonda la grande vetrata del futuro ristorante Xanadu. I due corpi precipitano nel vuoto.
«Amici! Amici! Io... io non so più cosa dire! Presto, una telecamera in strada, presto!!».
Quattro volti attoniti, quelli di Alessia Marcuzzi, Eichpiel, Albyrin e Sally Venus II, si sporgono sul baratro trapuntato di luci.
«C'è qualcosa di bianco che fluttua nell'aria, laggiù...».
«È la camicia di Armani di Semiramis...».
«La velocità della caduta deve avergliela strappata di dosso».
«No, se l'è tolta lui. Sotto aveva un paracadute di Armani».
«Un paracadute sotto la camicia?».
«Il Capo pensa sempre a tutto... Anche se immagino che adesso non dovrò più chiamarlo così...».
«Mi dispiace che tu abbia dovuto scegliere fra il tuo capo e i tuoi ideali, Sally. Non piangere!».
«No, non piango per quello. E poi preferisco non aver tradito me stessa. È solo che...».
«Che?».
«Ecco io... avevo appena scoperto...».
«Quante emozioni si susseguono sui volti dei nostri vigilantes! Ma ecco! La grafica ci ricorda che ora anche Sally Venus II è stata nominata! Continuate a mandarci i vostri SMS!».
«Pollock...» sospira Eichpiel, «Non ti dimenticherò mai, amico».
«Questa suona come una minaccia, Accapi. Dammi una mano, piuttosto!».
Un braccio spunta dal bordo del parapetto.
«Pollock?! Ma come hai fatto?».
«Non posso morire: ho il Prog da difendere. E poi sono caduto nella piscina dell'attico di sotto».
«Amici, è incredibile, è assolutamente incredibile! Pollock sfugge alla morte ancora una volta! Quale patto diabolico avrà mai stretto il terribile vigilante? Ma gli basterà questa protezione oscura per salvarsi dalla nomination?».
«Adesso mi hai veramente rotto, bionda!».
«Fermo Pollock, cosa vuoi fare con quella bomba a mano?!».
La granata spira in mezzo alla sala, con il rumore di un petardo e una nuvola di fuliggine.
«Visto, amici? Persino le sue armi fanno cilecca, come c'era da aspettarsi da un relitto del passato...».
«Alessia, Alessia!» grida uno dei cameraman.
«Che c'è? Siamo in diretta!».
«No che non lo siamo! Le telecamere non funzionano più! Non abbiamo più la linea con la regia! Nemmeno i monitor funzionano!».
«E come è possibile?».
«Alessia guarda, anche tutti i cellulari sono morti!».
«Dannazione, senza cellulare come fa il pubblico a casa a votare?! E poi... ehi, ma... dove sono andati tutti? I concorrenti! I concorrenti sono scomparsi!!».
La limousine è lunga come la tua vita quando c'è coda al bagno.
Sparpagliati su un sedile grande come un letto a due piazze, da sinistra a destra, Eichpiel, Albyrin, Sally Venus II e Pollock, quest'ultimo tutto rannicchiato nell'angolo per non avere alcun contatto fisico con la ragazza, contemplano la strana svolta che ha preso il loro destino.
Di fronte a loro, una Jacuzzi lunga più di tre metri, tappezzata con piastrelle Bisazza, in cui è stato adagiato il Dottor Canterbury ancora addormentato.
Oltre, lontano, immerso nel buio dell'abitacolo, un altro sedile su cui troneggia serafica una gigantesca, molle figura. Forse Jabba the Hutt gira di notte in limousine?
«E tu chi saresti?».
Una lampada di cortesia in cristallo Swarowsky si accende.
«Non mi riconosci più, Accapi? Sono Greg Lake!».
«Per tutte le diete, Lake: sembri Buddah!».
«Vi stavo seguendo in televisione, ed ho immaginato che avreste avuto bisogno di aiuto. Anzi, direi proprio che vi ho salvato il culo. Se non vi avessi raccolti all'uscita del grattacielo di Semiramis, a quest'ora sareste già sulla graticola dell'Interpol. O in un villaggio vacanze dei servizi».
«A proposito, Pollock... cos'era quella bomba?».
«Un Coldbringer. L'unica buona idea di Frank Miller. La mia è una versione in miniatura».
«Un Coldbringer? La bomba che creando un impulso elettromagnetico rende inutilizzabili tutti gli apparecchi elettrici?».
«Vedo che hai letto anche tu il Cavaliero Oscuro, metallaro!».
«Aspetta un momento, Pollock: il Coldbringer è un'arma nucleare!».
«Ti ho ben detto che la mia è in miniatura!».
«Già, ma ha solo ritardato l'inevitabile» sospira Greg Lake. «La trasmissione di Semiramis ha battuto tutti i record di share. Da domani, uno spot durante Impressioni di Settembre costerà come una squadra di calcio!».
«Ma non per questo ci arrenderemo! Signor Lake, sono certa che anche tutti gli altri Prog Knights passeranno dalla nostra parte!».
«Una nuova squadra di giustizieri progressivi?» sorride Greg Lake, «E perchè no, in fondo?».
«Scusa una cosa, Sally» chiede Albyrin, «Chi altri fa parte dei Prog Knights?».
«Dunque, vediamo... ci sono tutti i membri dei Dream Theater...».
«Ah. Ok. Uh... Err... Ehi, guardate, il Dottor Canterbury si è svegliato!».
L'uomo che era chiamato Dottor Canterbury si stiracchia nella Jacuzzi. Anche da normale è alto più di due metri e gli è cresciuta un'enorme criniera bionda.
«Ehi, c'è nessuno che può prestarmi un paio di pantaloni?».
«Come va, Doc? Ti dispiace essere tornato una persona normale?».
«Tutto sommato, non tanto. Almeno adesso sarò libero di tornare in Olanda. Mi piacerebbe fondare una specie di gruppo aperto, con tanti cantanti ospiti, per fare dei concept album. Ho giusto in mente un paio di saghe di fantascienza che credo sarebbero molto carine...».
«Uh... certo, mi sembra una figata. Ehi, come hai detto che ti chiami?».
«Arjen Lucassen. Non è che avreste qualche spicciolo per l'aereo?».
Sotto un ponte della tangenziale, dove il mondo sembra finire.
All'orizzonte, il quartiere più povero e degradato della città: palazzi grigi di paura, soffocati dallo smog e dall'urlo mummificato di tutte le domeniche inutili di questo mondo.
«Sei sicuro di voler scendere proprio qui, Pollock?» chiede Greg Lake.
«Da domani il nemico non porterà più creste alla moicana o frangette emo... Avrà abiti alla moda, ballerà in maniera patetica, camminerà per il mondo agitando come una spada il suo inalienabile diritto a sentirsi felice. Avrà desideri mediocri, privi di fantasia, si aspetterà che il Prog gli salvi la vita, come un surrogato della musica new age che ascoltava alla sera per farsi passare lo stress da ufficio... Così, senza coinvolgimento emotivo, senza senso di scoperta, senza background culturale... Nel loro lessico svuotato le nostre parole non avranno più senso, la nostra missione farà loro paura, saremo ancora più temuti e più reietti. Per questo devo ricominciare da qui, da quelli che subiscono, da quelli che sono tenuti ignoranti, da quelli a cui iniettano i sogni per televisione».
«Sarà una buona vita?».
«Buona abbastanza, Accapi».
«Così, sei figlio di Keith Moon!».
«Sono figlio di una modella svedese che ha fatto un'orgia di un week-end in compagnia di Keith Moon e del suo roadie. Per anni mi sono domandato chi fosse veramente mio padre. E adesso che lo sai, vedi di tenere la bocca chiusa. A proposito, prendi questa».
«Cos'è, la prima Moleskine della storia?».
«È il mio diario. Tutta la mia carriera, la mia missione, la mia storia. Bene o male, stanotte è finita. Quello che ero, smetto di essere. Con l'alba inizierà una nuova era. Fanne quello che vuoi».
«Grazie, amico mio».
«Ehm... scusate... posso dire una cosa a Pollock?».
«Oh, ma certo, Anneke... voglio dire, Sally!».
«Puoi anche dimenticarlo quel nome cretino, Accapi. Da domani sarò solo me stessa. E devo ringraziare te, Pollock, per questo».
«Prego. Ora sparisci, se non ti dispiace».
«Ma io veramente volevo dirti anche che... che le tue parole di prima mi hanno aperto anche un'altra cosa, non solo gli occhi...».
«Cosa, i pori?».
«Il cuore, Pollock! Io... io sono innamorata di te!».
«Cosa?! Stammi lontana, femmina!».
«Oh sì, trattami male! Voglio essere il tuo zerbino, il tuo straccio per la polvere!».
«Aaargh! Eichpiel, Albyrin, toglietemela di dosso! E smettetela di ridere, imbecilli!».
«Saremo vigilanti e amanti! Non lo trovi tremendamente romantico?».
«Lo trovo tremendamente e basta!».
«Pollock, voglio un figlio da te!».
«Da me avrai solo botte, se non ti allontani!».
«Oh sì, puniscimi! Rendimi il tuo battipanni!».
Le due voci si allontanano in dissolvenza incrociata, giù per la collina. Anche la limousine di Greg Lake riparte, tagliando la strada a sei autoarticolati. Il Progressico Duo rimane solo, due ombre sul pendio dimenticate da una notte che ha i minuti contati.
«Ecco una coppia destinata a durare!».
«Almeno per tutte e due le facciate di Thick as a Brick!».
«Sai Eichpiel, ho come l'impressione di aver assistito ad un evento storico».
«In un certo senso è così, Albyrin».
«Che razza di mondo ci troveremo davanti, domani?».
«Non lo so, vecchio mio. Come sempre, tutto quello che potremo fare è ascoltare!».
FINE
Ma quanto sono lunghe le gambe di Alessia Marcuzzi?
Albyrin, riacquistata la vista, pondera a lungo la questione per concludere che sono più lunghe di un assolo di Ian Paice.
Prigioniero dell'inquadratura in diretta, il Progressico Duo annaspa nell'umiliazione mentre Michele Zarrillo, alias Semiramis, stampa bacini di circostanza sulle guance della sorridente presentatrice.
«Vi ricordo che questa è una puntata speciale introduttiva, in cui siamo ospiti del nuovo Prog-ristorante di Semiramis, di imminente apertura! Sapete, Michele in persona mi ha appena confessato che è già stato prenotato per il banchetto nuziale di Paris Hilton! Da settimana prossima vivremo insieme le emozioni dei nostri giovani partecipanti, alle prese con la fame e la musica sulla nostra isola... ma oggi, come aperitivo, assisteremo ad una specie di passaggio delle consegne: la vecchia ed inutile generazione di vigilantes progressivi, qui riunita davanti alle nostre telecamere, uscirà di scena per fare spazio ad un mondo nuovo! Vi ricordo che potete telefonare o inviare SMS per scegliere chi volete eliminare per primo fra Eichpiel, Albyrin e Pollock! Quest'ultimo, in ogni caso, verrà preso in consegna dall'Interpol! Per cui votate, votate e votate!!!».
Centotrentacinque parole in venti secondi. È anche più veloce di Ritchie Blackmore.
«Maledizione Pollock, svegliati!».
«Lascia perdere, Accapi. In fondo sono stato addirittura pietoso. Sarebbe stata un'umiliazione troppo grande, per lui, essere sveglio in questo momento!».
«Te l'ho già detto e te lo ripeto, Semiramis: non funzionerà!».
«Orgoglioso fino all'ultimo! Vuoi scommettere in diretta, vecchio mio?».
«Hai già perso, bellimbusto!!».
Fulminea, la mano di Pollock scatta e si stringe intorno alla gola di Semiramis.
L'incredulità generale congela l'aria. Persino gli zoom impazziti delle telecamere si bloccano.
«Ferma lì, ragazzina! Prova a muoverti e gli spezzo il collo!».
Sally Venus II, il volto impietrito, è costretta a rimettersi a sedere.
«Un colpo di scena, amici!» urla Alessia Marcuzzi. «Il diabolico Pollock ne sa davvero una più del diavolo!! Seguiamo insieme questo appassionante sviluppo, totalmente imprevisto dai nostri autori!»
«Ma come è possibile?» ansima Zarrillo, «Nello zucchero c'era abbastanza sonnifero per un cavallo...».
«DNA di Keith Moon, Semiramis. Sono naturalmente immune ad ogni tipo di droga e sonnifero. Ti ho lasciato giocare per vedere le tue carte. Peccato che fosse la mano di un morto!».
«Pollock, non puoi strozzarlo in diretta!».
«Zitto, Accapi. È fuori dal tuo controllo. Come sempre».
«Anche dal tuo, Pollock!!!».
Un lampo di luce rossa. Il coro di In the Court of the Crimson King che si sparge nell'aria. Un gigante cremisi, completamente nudo, si materializza nel centro della stanza.
«Un altro colpo di scena, amici!! È nientemeno che il Dottor Canterbury, l'arma strategica contro la decadenza musicale dei nostri giovani! Scomparso in diretta da Bruno Vespa e comparso qui, con noi, ad Impressioni di Settembreeeeeee!! Inquadratelo, presto!!! No, davanti no, meglio il sedere! Procuratemi un vestito o ci censurano! Regia, possiamo aggiungere anche il Dottor Canterbury al televoto?».
«Il Dottor Canterbury nel mio locale! Quale onore!».
«Salve Semiramis, carina la tua assistente. Pollock, lascialo andare o ti innesto nella testa tutta la discografia degli Abba!».
«Apri gli occhi, sciroccato! Bruno Vespa, lo strizzacervelli, è stato tutto organizzato da lui!».
«Lo so. Ma al contrario di voi, io ho un quadro completo della situazione, privo di interferenze emotive».
«Te ce le hai al posto dei neuroni, le interferenze!».
«Non riuscite a capire che ha ragione! È quello che avrei dovuto fare io, è quello che ero nato per fare... Se non fossi stato così debole, così fragile, così...».
«Così perennemente ingrifato!».
«Se i servizi non mi avessero plagiato, rinchiuso, se fossi stato più coraggioso... Noi potevamo cambiare il mondo, potevamo rendere i Rush la band preferita dei monasteri di clausura femminili... e non l'abbiamo fatto!».
«Com'è toccante, amici, questa confessione in diretta! L'uomo che vive nascosto in un tunnel per missili apre il suo cuore davanti alle nostre telecamere!».
«Non hai capito proprio niente, testa di LSD. Il Prog è scoperta, esplorazione, elegia, esaltazione. È un percorso iniziatico che ognuno deve fare a modo suo. Non si può far diventare il Prog una moda di massa!».
«La nobiltà, ascoltate la nobiltà nelle parole del pericolosissimo criminale Pollock! Il terribile vigilante ha dunque un'anima?».
«Qualcuno riesce a farla stare zitta, dannazione?».
«Semiramis riuscirà a far diventare il Prog una moda di massa. E io lo aiuterò. Lascialo andare, Pollock. È l'ultimo avviso».
«Razza di hippy fumato, cosa credi? Che il mondo sia davvero pace e amore... Aaaaaarghhh!!!».
«Posso creare un suono talmente denso da spaccarti i timpani, Pollock. Ora lascialo!».
«Dannato figlio dei fiori...».
«Molla la presa, Pollock. Avremo un'altra occasione».
«Le vostre occasioni sono finite parecchi anni fa, Eichpiel».
«Se è per questo anche le tue, Canterbury!».
Semiramis, liberato dalla stretta di Pollock, impugna l'I-Phone e una strana melodia rieccheggia dagli altoparlanti nascosti fra le pareti del ristorante Xanadu.
«Ma che accidenti è? Miele sonoro?».
«Per tutta la melassa, Eichpiel, è così dolce che mi si stringono i denti!».
«Amici, io vi assicuro che sono sorpresa quanto voi! Che cosa ha escogitato il nostro geniale Semiramis questa volta?».
«Un momento, guarda il Dottor Canterbury! Si contorce come se fosse in preda a tremendi dolori!».
«È a terra! Boccheggia!».
«Zoomma sul volto, presto! Raccontiamo in diretta tutte le sfumature di questo immenso dolore!».
«Si sta trasformando! Diventa più piccolo!».
«E cambia colore. Gli stanno pure crescendo i capelli. Sta tornando ad essere un uomo normale!».
«Ottimo. E pensare che i miei tecnici non erano sicuri che avrebbe funzionato».
«Che diavolo era quella musica, Semiramis?».
«Un distillato di Canto-Pop. Non c'è niente di più zuccherino della musica commerciale cinese. Era l'unico metodo non sperimentato sul Dottor Canterbury».
«Assisitiamo ad un altro trionfo del nostro incredibile Semiramis, amici!!».
«Ecco perchè hai messo sotto contratto tutti quegli artisti dell'estremo oriente!».
«Bravo Accapi! Peccato che, come sempre, ci sei arrivato troppo tardi!».
«Perchè lo hai steso? Sembrava stare dalla tua parte!».
«Nessuno sta dalla mia parte, Albyrin, tranne quelli che scelgo io».
«Non cantare vittoria, Semiramis. Hai appena confessato di avere ucciso il Parodista, e per questo pagherai!».
«Davvero? Dimmi, Pollock, non è quello che avresti fatto anche tu?».
«La bocca di Semiramis si piega in un sorriso di perversa soddisfazione! Che cosa sa il più incredibile businessman della nostra città che noi non sappiamo?».
«Non è quello che avevi giurato di fare al rapitore di Sally Venus?».
Diario di Pollock, 6 febbraio 1978
Questa città non rivela i suoi segreti: bisogna strapparglieli, sollevandole le unghie con gli stuzzicadenti delle olive.
Il metodo ha funzionato egregiamente con i due poveri idioti che avevano consegnato un registratore a sedici piste in un capannone della zona industriale.
Nonostante il mio veto siamo entrati e l'abbiamo trovata. Annie Haslam, la cantante dei Renaissance, ammanettata davanti ad un microfono, pompata di anfetamine fino alle sopracciglia. Davanti ai nostri occhi, la prova definitiva che esiste davvero un network segreto di vigilantes progressivi.
Volete vedere il volto della giustizia? Eccolo, è il volto di stracci di una donna imbottita di stimolanti, legata ad un microfono da settimane, con la gola devastata da un'infiammazione non curata e gli occhi spenti dalla disperazione. Mia madre doveva avere una faccia così quando...
La porta di metallo ha cigolato, lo ha tradito. L'ho inseguito. Aveva il volto nascosto da un cappuccio nero. L'ho raggiunto prima che riuscisse a scavalcare la recinzione. Ne è seguita breve collutazione, durante la quale ho riportato una frattura ad una costola e una dislocazione del gomito. Mi è scappato.
Questa mattina Eichpiel mi ha contattato tramite il solito manifestino sulla bacheca dei concerti dell'Università. “We passed the audition”. I Progwatchers si sono accorti di noi.
Dovrei essere contento, ma non lo sono. La rabbia è tornata a bruciare, come non succedeva da anni.
Mieterò questa notte come se fosse un campo di grano. Quel bastardo incappucciato non mi sfuggirà.
«Ho ritrovato il suo cadavere, un anno dopo».
«Hai trovato un morto con un cappuccio in testa. Era un ragazzino che si era suicidato dopo aver saputo che Ozzy Osborne lasciava i Black Sabbath. O dopo aver ascoltato Never Say Die, non ricordo bene».
«Come fai a saperlo?».
«Perchè ce lo misi io sotto quel ponte. Pagai anche un paio di roadies perchè si lasciassero pestare da te e ti indicassero la zona. La storia del misterioso rapitore di Annie Haslam, che aveva tenuto in scacco i potenti Progwatchers, doveva concludersi. E dovevo rimanere io l'unico a conoscerne il segreto».
«Pensate, amici, un mistero antico di oltre trent'anni, che sta per essere svelato qui, ora, davanti a noi!».
«Per te questo e altro, Alessia tesoro! Vedi, questi due imbecilli si lasciarono sfuggire il rapitore pazzo, ma recuperarono i master dell'album che questi stava registrando. Peccato che non abbiano mai pensato di ascoltarli!».
«Ah sì? È vero, imbecilli? Confessatelo in diretta!».
«Erano inascoltabili! Oltre alla voce della Haslam c'era solo uno stranissimo strumento a corda...».
«Uno scacciapensieri siciliano, per la precisione!».
«Oddio, un album di 24 dischi di scacciapensieri siciliano!?!?».
«Perverso, eh? Ma io lo ascoltai tutto. Studiai le linee melodiche, i tempi e la cadenza. Stilai un profilo psicologico. Sponsorizzai un paio di professori di acustica che riuscirono a ricostruire un modello 3D della bocca che suonava lo strumento. Avevo già dei sospetti, ma quando ebbi il modello davanti, diventarono certezze. Sapevo chi era il mio uomo».
«Chi era, chi era il rapitore di Hannie Aslam? Michele ti prego, rivelaci questo segreto, non farci stare col fiato sospeso...».
«Ma certo, Alessia. Però scusa se per ora non te lo dico, per far crescere la tensione nei nostri telespettatori attraverso i ben noti tempi vuoti televisivi. Dunque, cosa stavo dicendo? Ah sì... Non feci nulla. Nulla di nulla. Riuscite ad immaginarlo? Mi limitavo ad osservarlo. Il suo segreto era un'ossessione che solo io comprendevo. Non avevo bisogno di fare nulla. Il semplice sapere mi poneva in posizione di vantaggio, capite? Intanto, il tempo passava e arrivò il 1979».
«E allora?».
«E allora Greg Lake convoca la prima ed unica riunione dei Punkbusters, ed io osservo il mio uomo prendere il suo basso Alembic e spaccarglielo sulla testa!».
I'll be the roundabout
The words will make you out 'n' out
And change the day your way
Call it morning driving thru the sound and in and out the valley.
Ore 23.51
Il Parodista arrivò sull'isola a nuoto.
Riuscite ad immaginarlo? Fedele al suo fardello di masochismo estremo fino alla fine.
«Non insultare chi era mille volte meglio di te, Semiramis!».
Parli proprio come il tuo amico Pollock, Albyrin. Ci credi veramente? Chissà, potresi anche avere ragione...
Come stavo dicendo, il Parodista arrivò sull'isola a nuoto.
Fu notato da due pattuglie della sicurezza, che avevano già ricevuto istruzioni di non interferire.
Dormì all'addiaccio per un paio di giorni, spaccò qualche noce di cocco a testate e poi se ne andò. Non poteva aver visto nulla di importante.
In seguito, monitorando la sua linea telefonica, scoprii che aveva iniziato a scaricare le trasmissioni giuste. Non so come, ma aveva intuito qualcosa. La sua visita notturna a casa tua, Accapi, una delle tante abitazioni che tengo sotto controllo – è inutile che fai quella faccia stupita – me lo confermò.
A quel punto non c'era altra scelta.
Il Parodista doveva morire.
Ore 23.12
Poco fa mi hai chiesto cos'è questo posto, Accapi. Lascia che te lo dica: è il meglio del meglio.
I miei esperti di marketing stanno conducendo dei focus group per decidere se chiamarlo La Carrozza di Hans oppure Close to the Edge, ma credo che alla fine me ne fregherò e lo chiamerò Xanadu. Un caffè, amici miei? La cucina non funziona ancora, ma la macchina del caffè l'ha progettata Rem Koolhas in persona. Anneke, tesoro, ci pensi tu? Grazie cara. E tu, Pollock, piantala di leccare la zuccheriera!
«Un ristorante a tema – shlorp - Una via di mezzo fra Planet Hollywood e l'Hard Rock Cafè – slurp - quanto sei caduto in basso, Semiramis!».
Hard Rock Cafè??? Guardati intorno, Pollock. All'Hard Rock Cafè ci vanno i ragazzini che fanno l'interrail! Questo posto l'hanno progettato i designers più citati nelle riviste di moda. I cuochi più famosi del paese cucineranno in esclusiva per me. Camerieri belli come attori serviranno piatti elaborati, con sottili suggestioni erotiche che nessuno mancherà di cogliere. L'elite della società accorrerà in massa, facendo di questo luogo dedicato al Prog il ristorante più a la page della città! Questa è colonizzazione culturale, amico mio, non le vostre patetiche scorribande post-romantiche.
«Quello che ha vinto Sanremo facendo il romantico sei tu, Semiramis!».
L'ironia! L'ultima arma prima della sconfitta, vero Accapi? Un'arma spuntata.
Vuoi sapere la verità, su Sanremo e tutto il resto?
Ore 23.36
... solo dei relitti del passato.
Io ho sempre preferito investire nel futuro.
Per esempio, la clinica del dottor Amitabh Bachchan l'ho costruita io, con il ricarico dell'unico concerto di Wynton Marsalis nella nostra città.
I soliti idioti del jazz si sono sentiti onorati a spendere una cifra a quattro zeri per ascoltare il vecchio Wyn.
È molto comodo avere dei maître à penser al proprio servizio, sapete. E gli strizzacervelli, soprattutto quelli che vengono bene in televisione, sono strumenti eccezionali per decidere le sorti dei tuoi nemici. Uno che sa scavarti nel cervello e lasciarti in mutande, in diretta. Quasi meglio di un sicario.
«Sei mostruoso, Semiramis!».
E tu sei patetico, vecchio mio.
Il dottor Amitabh Bachchan è stato molto utile anche per instillare quel pizzico di paranoia nel caro Dodi Battaglia, che è uno dei suoi tanti pazienti. Solo una spintarella, il resto è venuto da sé. Naturalmente gli ho versato io il veleno in gola, mentre fingevo di impedirgli di suicidarsi. Una dose lieve, non preoccupatevi. Dovrebbe già essersi risvegliato, ormai.
«Perchè l'hai fatto?».
Non è molto nel mio stile, lo ammetto. Ma al funerale del Parodista uno dei miei agenti vi ha visto parlare con Pollock. Non potevo correre rischi. Il modo migliore per sviare i sospetti era finire in prima pagina, ultima vittima della serie di misteriosi attentati.
«E il dottor Canterbury?».
Bruno Vespa non può negarmi un favore, di tanto in tanto. In fondo, sono il primo inserzionista della Rai.
«Perchè toglierlo di mezzo? Hai fatto sprofondare nel panico i servizi segreti. Non te la faranno passare liscia».
La tua premura per me è commovente, amico mio. In quanto a Canterbury, è solo un elemento imprevedibile: chi può dire che cazzo passa in quella testa piena di Gong e Soft Machine... nel mio nuovo mondo non c'è posto per lui.
Il rumore che avete appena sentito era la testa di Pollock che crollava sul tavolo.
Ore 23.21
Vuoi sapere la verità, su Sanremo e tutto il resto?
Avevo quindici anni.
Riuscite ad immaginarlo? Era il 1972. Avevo quindici anni ed ero sul palco del più importante concerto di musica progressiva della città, il Festival di Villa Pamphili. Che bambini, io e il mio gruppo. Il nostro batterista aveva un giocattolo, una Hollywood, ma quelli del Banco del Mutuo Soccorso, fedeli al loro nome, ci lasciarono usare la loro Ludwig. Un sogno. Ma avevamo anche gli artigli. Tutti nella band mi dicevano che ero stupefacente, e lo sapevo anch'io. Chiusi il nostro show con un incredibile assolo di chitarra. Un assolo che nessuno sentì, e sai perchè? Perchè gli altri gruppi, quelli affermati, costrinsero i tecnici del suono ad abbassarmi il volume! Fu allora che capii.
«Che cosa?».
Che il Prog, al pari di creatività talento e bravura, è una virtù estremamente vulnerabile. E che c'è una sola cosa che può difenderla validamente: il potere. Quel potere che non raggiungi di certo stando chiuso nella tua stanza a provare le scale, o rompendo le ossa di quattro punk ubriachi. Mentre il Banco trionfava alle nostre spalle, mi fu tutto chiaro. Il percorso di una vita intera. La mia missione. Vi credeste tanto migliori di me quando passai al melodico, quando vinsi il Festival di Sanremo! Vi reputate gli ultimi puri di cuore della terra, e non capite che siete solo dei relitti del passato.
Ore 23.44
Il rumore che avete appena sentito era la testa di Pollock che crollava sul tavolo.
Tranquilli, è solo addormentato. Sapevo che non avrebbe resistito alla tentazione della zuccheriera. Lo zucchero era drogato. Una piccola precauzione per eliminare un altro elemento imprevedibile.
«Tu non ami gli imprevisti, vero Semiramis?».
Per niente, Accapi. La mia vita è un solo, unico, dettagliatissimo progetto. Il caso è capriccioso, e io non amo i capricci. Prendi il Parodista: se non avesse guardato dal finestrino dell'aereo nel momento sbagliato, forse adesso sarebbe qui con noi, al mio tavolo.
In fondo questo paranoico addormentato ha avuto ragione fin dall'inizio: c'è un complotto mirato ad eliminare i vecchi vigilantes progressivi. Solo che io preferisco parlare di selezione naturale. In fondo, è ora che i dinosauri si estinguano!
Il Parodista arrivò sull'isola a nuoto...
Ore 23.57
...doveva morire.
«Cosa c'è su quell'isola?».
Il mio capolavoro, Accapi. La creazione di una coscienza Prog di massa.
Xanadu può parlare solo ai ricchi, agli illuminati, al top della società. Ma il mio progetto punta alla borgata, al cuore del popolino.
Stiamo parlando di un futuro in cui gli spot dei lassativi avranno jingles di Frank Zappa, dove nelle scuole medie le suonerie dei cellulari più fiche saranno brani dei Camel, dove i manager in gessato avranno palmari con desktop di Roger Dean. Riuscite ad immaginare che razza di mondo sarà?
«E come farai a crearlo?».
Appeal di massa. Che cosa piace alla gente, oggi?
«Per tutti gli assoli di violino! I programmi registrati sul cd del Parodista!».
Esatto. I reality. Ebbene, io darò alle masse il primo reality progressivo della storia.
Un perfetto ibrido fra L'isola dei Famosi, X-Factor e Amici. Riuscite ad immaginarlo? Ragazzi bellissimi, seducenti, combattivi e polemici. Ragazze sexy, determinate, calde come il fuoco e fredde come l'acciaio. Sofferenza ed estasi, fame e tempi dispari, pesce da pescare a mani nude e testi di Pete Sinfield da imparare a memoria, fra pettorali in bella mostra e assoli di mellotron. Ragazzini straordinari ma non troppo, che diventano uomini, che conquistano la vita cantando I've Seen all Good People, che scoprono l'amore col sottofondo di Moonchild, che vincono, vincono, vincono intonando cori in Kobaïan, il lingaggio alieno inventato dai Magma!! Ho già in mente il titolo del programma. Lo chiamerò Impressioni di Settembre!
«Non funzionerà mai, Semiramis».
Credete davvero? Avete seguito qualche TG, ultimamente? Avete indagato sulla scomparsa di Limb Schnoor, Derek Smallwood, Sharon Osborne e Rick Rubin? Non scomodatevi: li ho rapiti io. È da mesi che li ho segregati sull'isola. Saranno la mia giuria e i miei coach. Ho in mano tutti i trend setters, gli opinionisti, i comitati dei genitori. Il mio programma non potrà essere altro che un successo.
«La testa delle persone non è un bignè da riempire di crema, Zarrillo».
Non fare il filosofo con me, Accapi. Se è così facile entrare nelle teste di quelli là fuori, è perchè sono vuote.
«Hai tradito i nostri ideali, tramato nell'ombra, progettato questo orrore nel più assoluto segreto... Hai ucciso il Parodista! Non puoi realizzare questo abominio. Te lo impediremo!».
Impedirmelo? Per chi mi hai preso Accapi, per uno dei vostri parolieri Prog da operetta? Credi davvero che vi avrei raccontato il mio piano se fosse esistita anche solo la più piccola possibilità che voi poteste fermarmi? L'ho già fatto! Alessia, vuoi unirti a noi?
Predatori notturni che si risvegliano per la caccia, i riflettori spalancano gli occhi. Il mondo si inonda di luce elettrica che li sommerge come un'onda di piena. Fragore di applausi registrati. Nel caos, annega una versione remixata della più famosa canzone della PFM. Quattro steadycam spuntano dal nulla e li circondano, guidate da cameraman con movenze da ninja. Una bionda con microabito di diamanti e gambe chilometriche si materializza in mezzo allo splendore, come una visione. Con due falcate lunghe come ere geologiche, divora lo spazio e si piazza davanti alla batteria di Neal Peart.
«Buonasera a tutti e benvenuti alla prima puntata di Impressioni di Settembreeeeeeee!!!!!!».
«Per tutte le supernovae Eichpiel, sono completamente abbagliato! Chi è che parla?».
«Vorrei sbagliarmi vecchio mio, ma credo proprio che si tratti di Alessia Marcuzzi!».
In the night hes a star in the milky way
He's a man of the world by the light of day
A golden smile and a proposition
And the breath of God smells of sweet sedition
Great deceiver!
Una bella ragazza stretta al tuo fianco, e tutto quello che ti viene in mente è Sleeping in your car dei Roxette.
Dura la vita del vigilante progressivo.
Il sedile posteriore della Progmobile è progettato per ospitare all'occorrenza una Gibson a doppio manico ma non certo due persone. La ragazza indossa un vestito rosso, lo stesso vestito rosso che Peter Gabriel portava nel tour di Foxtrot, quello della donna-volpe, ma questo è più corto. Molto più corto.
«Vedi qualcosa che ti piace, soldato?».
Albyrin alza lo sguardo e per la prima volta la guarda in faccia.
«Ma... ma io ti conosco! Tu sei Anneke van Giersbergen, la cantante dei Gathering!».
«Ex cantante, prego... » risponde gelida la ragazza, «E poi quando siamo in missione preferirei che mi chiamassi con il mio nome in codice».
«Oh, certo... uh... Sally Venus II. Ma non ti sembra un po' poco incisivo, come nome in codice?».
«Il Capo dice che trasmette un senso di storia...».
La Progmobile sfreccia per le strade della città, incurante della notte e della solitudine degli uomini che ascoltano solo Giovanni Allevi. Sul sedile anteriore Pollock si sta rimettendo la maschera. La bellezza del suo volto ha stupito tutti quanti.
«Chiedile di che capo sta parlando».
«Chiediglielo tu, Pollock, basta che ti volti!».
«Non parlo con le donne, Accapi. Chiediglielo e basta».
«Sto parlando del Capo dei Prog Knights, ovviamente!» risponde lei.
«E che accidenti sono i Prog Knights?».
«Mi sembra chiaro, no? Sono un network segreto di vigilantes progressivi dedicati a difendere...».
«Ok ho capito! E com'è che noi tre non ne sappiamo niente, di questo network?».
«Beh ragazzi, senza offesa ma... il Capo ha detto che siete troppo vecchi ed inefficenti perchè vi si possa invitare a farne parte!».
«Vecchi, eh? Io e Greg Lake stiamo per avere una lunga e franca conversazione su questo argomento...».
«E che c'entra Greg Lake, adesso?».
«Andiamo Sally, apprezzo la tua dedizione per la segretezza, ma è chiaro che questo fantomatico Capo non può essere altri che...».
«Greg Lake?!». Sally Venus II scoppia a ridere.
«Ragazzi, è da quando ho ascoltato i demo dell'album di Victoria Beckham che non ridevo così tanto!».
«Ma allora chi...».
«Pensa soltanto a dirigerti verso le coordinate che ho immesso nel tuo navigatore, Eichpiel. Tutto ti diventerà chiaro».
«Ma stiamo andando in pieno centro città!».
«E dove credevi di andare, al Polo Sud?».
Là dove la città notturna pulsa e palpita, là dove la vita lunare è luci e loghi e lounges di design, là dove il destino è una dolce fetta di torta che inacidisce dopo dieci secondi, là dove è impossibile trovare parcheggio, là la Progmobile si ferma in tripla fila.
Entrati in uno dei tanti grattacieli, prendono un ascensore manovrato da un sinistro vecchietto in livrea che, ad un semplice cenno di Sally Venus II, li porta all'ottantesimo piano ghignando: «Ottantesimo piano? Arriva subito!».
«E questo che accidenti è?».
«Sembra un ristorante ancora in fase di allestimento».
«Le vetrine sono coperte di giornali vecchi ed è tutto sporco!».
«Mai giudicare un disco dalla copertina, ragazzi! Venite, entriamo!».
Da lassù si domina tutta la città. Un mosaico di luci e nuvole che navigano nella notte. Lo spazio è circolare, immenso, è come se fossero entrati nella testa di un faro sulla cima del mondo. Al centro, un gigantesco divano rosso fuoco riproduce il logo anni Settanta degli Yes. Nella penombra ricorda le spire di un immenso serpente addormentato. Tutto intorno, a raggiera, tavoli di metallo lucido e sedie minimaliste con imbottitura in pelle.
«Ehi, Eichpiel, perchè ti sei bloccato tutto ad un tratto?».
«Quella batteria laggiù...».
«Sì?».
«Non posso sbagliarmi... è il set di Neal Peart usato nel tour di 2112 ed immortalato sulla copertina di All the World's a Stage!».
«Per tutte le percussioni! E quei due flauti incrociati...».
«Uno è di Ian Anderson e l'altro di Thijs Van Leer, è ovvio!» risponde Sally Venus II.
«E quell'intera parete ricoperta di moog...».
«È il set originale che Jean Michel Jarre ha usato per Oxygene».
«E gli sgabelli del bar? Sono tutti diversi!».
«Sono i vari sgabelli usati in tour da Robert Fripp dal 1969 al 1984!».
«Che diavolo è questo posto?».
«Il più grande detective progressivo del mondo lo avrebbe già capito, vecchio mio!» risponde una voce.
Seduto nella penombra, ad uno dei tavoli. L'unico apparecchiato. Camicia bianca di Armani e polsini d'argento a forma del logo di EL&P.
«Tu!» esclama Albyrin.
«Avrei dovuto immaginarlo!» esclama Eichpiel.
«Rhmm» esclama Pollock.
«Accomodatevi amici miei» sorride Semiramis, «La cena è pronta!».
Your supper's waiting for you
Hey my baby, don't you know our love is true
Quattro voci nella notte.
«Sei morto, Pollock! Hai capito?!».
«Hai smesso di essere Toxic per tutte quante noi, brutto maniaco!».
«Ci siamo solo tu e noi, stanotte, under my umbrella ...ella ...ella... eh eh eh...».
«Piantala di balbettare, rincoglionita!».
«E tu smettila di ancheggiare, specie di manzo argentino!».
Diario di Pollock, data sconosciuta. Nel 1978 questa città ha il colore della ruggine e del vomito di cane. Io e Eichpiel liberiamo Sally Venus, battendo sul tempo tutti i vecchi Progwatchers. Le donne sono esseri plasmati da categorie mentali inferiori, legate alla superficialità e ad un'ideale di bellezza conformista e borghese. Non si dà buon Prog in presenza di donne...
«È inutile che fai finta di scrivere, bastardo. Ti faremo pentire di tutto quello che ci hai fatto, maledetto!».
«Ma avete visto quanto è carino?».
«Sì, non è male. Non lo avrei mai detto... Anzi, è proprio bellino...».
«Piantatela, cicisbee! Siamo qui per vendicarci!».
«È vero! Imparerai a cercare di sabotare la prima mondiale del mio tour mondiale!».
«Ah sì? E cosa ha cercato di fare?».
«Si era mascherato come uno dei ballerini e teneva nascosta una pistola elettrica. Lo hanno riconosciuto subito perchè non sa ballare! Però è riuscito a scappare!».
«Questa notte non può scapparci!».
...nonostante questo, e nonostante il mio parere contrario, la salviamo. Il suo rapitore, un cappuccio nero legato da un cappio intorno al collo, ci sfugge. Lo cerco per mesi, un'ossessione. A distanza di quasi un anno trovo un cadavere appeso ad un ponte, con un cappuccio nero in testa e un cappio che finalmente ha svolto la sua funzione. Impossibile risalire all'identità del corpo. Il mio istinto urla che non è finita, ma tutte le tracce si fermano lì. Pista persa. All'inizio degli anni Ottanta...
«Certo che scrive in fretta questo freak. Fossero così veloci anche i miei parolieri...».
«Ma non te li scrivevi da sola, i testi?».
«Piantala, stronza. Ho dovuto far deviare il mio jet privato per essere qui stanotte, ma non me lo perderei per nulla al mondo...».
«Tu hai un jet privato?».
«Sto anche imparando a pilotarlo!».
«Sì, certo. E a leggere hai già imparato?».
«Bada a come parli, specie di mulatta...».
«Piantatela, oche! Siamo qui per farla pagare a questo pazzo!».
...questa città indossa plastica colorata e rimmel spruzzato di diamanti per nascondere la propria sporcizia. Il sodalizio con Eichpiel si infrange quando Trevor Rabin entra negli Yes trasformandoli in una pop band. Eichpiel ha il coraggio di dire che “90125” gli piace. Impossibile provare ancora fiducia in lui dopo questo tradimento...
«Il dottor Amitabh Bachchan è un caro amico, lo sapevi bastardo?».
«Prova a pensare a cosa ti faremo, non appena lo avremo convinto ad aprirci la porta della tua cella!».
«A proposito sisters, come lo convinciamo ad aprirci la porta della sua cella?».
«Ci atteniamo al piano, cretina!».
«Ma io non so suonare il piano...».
«Qualcuna faccia tacere questa oca o giuro che la strozzo!».
...sono solo. Avverto un indefinibile legame di affinità soltanto con il Parodista, ormai un veterano dei vigilantes progressivi. Il Parodista è un duro, un puro, uno che non si è fatto contaminare. Lodevole. Negli anni il punk cambia pelle, si cammuffa, ma non mi inganna. Si traveste da hair metal, da finto soul, da dance borghese, da sexy pop lolitesco, ma il suo fiato mefitico non cambia e io non smetterò mai di combatterlo. Mai. Fine.
«Potreste ballargli Beautiful Liar tutte e quattro insieme!».
«Ehi, che idea! Hai ragione, Pollock!».
«Un momento, dovevamo ballargli Whenever, Wherever!».
«Ma chi vuoi che se la ricordi più, quella!».
«Senti chi parla, quella che ha passato due anni in clinica!».
«Adesso mi hai rotto, finta bionda dei miei stivali...».
Ma proprio in quel momento l'aria si squarcia, il tempo sembra fermarsi, le pareti della clinica del dottor Amitabh Bachchan tremano e vacillano, scosse dall'inno di battaglia del Progressico Duo, sparato dagli amplificatori Marshall della Progmobile come neanche la Cavalcata delle Valchirie in “Apocalypse now”. È l'inno che riempie di terrore i cuori di tutti i musicisti commerciali e riporta la speranza nelle disperse anime progressive:
At the teeeeeeeeeeeeempleeeeeeessssss... ooooooof Syrinxxxxxxxxx...
«Rhmmm! Era ora!» si lascia sfuggire Pollock.
«Eccoci qua, Albyrin! Liberiamo Pollock e poniamo fine a questa folle macchinazione!».
«Non lo so, Eichpiel, entrare illegalmente nella clinica privata del dottor Amitabh Bachchan, quello ha fortissimi agganci politici...».
«La giustizia progressiva non può farsi ostacolare da meri calcoli politici e... Un momento! Guarda chi c'è davanti alla cella di Pollock!».
«Per tutti i pruriti! È Britney Spears!».
«E quella è Rihanna!».
«E c'è anche Shakira!».
«E pure Beyoncè! Le Letali Quattro al gran completo!».
«Dannazione Eichpiel, non abbiamo mai affrontato le Letali Quattro tutte insieme!».
«C'è sempre una prima volta, vecchio mio. Stringi forte il tuo basso Rickenbaker e che la giustizia progressiva sia con noi!».
«Aaaaarghh!!! Il loro terribile Stiletto Combo! Quattro tacchi da 27 centimetri che attaccano contemporaneamente! Non posso resistere!!».
«Devi resistere! Non farti distrarre da tutta quella roba che balla nei loro corpetti!!».
«E come faccio a non farmi distrarre?? Non sono mica un monaco trappista!».
«Lo sarai fra poco, vigilante dei miei stivali!!!».
«Aaaaahhhhh!!! Ha sfondato il mio Ghost in the Shell di protezione!!!».
«Dio, come non li sopporto questi nerd progressivi! Li prendi a calci nelle palle e sono ancora capaci di fare citazioni!».
«È la forza della giustizia progressiva, befana!!».
«Eh? Chi ha parlato? Iiiiiiiihh!!!».
«Per tutti i registri di mellotron, Eichpiel, cosa sta succedendo?».
«Non lo so. C'è una figura velocissima... si muove con la grazia di una ballerina... le Letali Quattro stanno cadendo una dopo l'altra!».
«Prendi questo, insulto per il soul! Se non avessi le gambe lunghe un chilometro non ti filerebbe nessuno!».
«Accidenti, ha steso Rihanna con un uppercut volante! È' l'unico modo per arrivare al suo mento!!».
«E tu, specie di lolita fuori tempo massimo!!».
«E adesso tocca a Britney mordere la polvere! Impara cosa vuol dire vivere una canzone dei Queen!!».
«Te mi sei sempre stata antipatica, vaccara! Tiè!!».
«Per mille manici di chitarra! Shakira ha lanciato un urlo che ha superato la barriera del suono! Qui rischia di crollare tutto!!! Fuori, presto!».
«Muovetevi, voi due! Raccattate il vostro amico e andiamo!!».
La figura misteriosa finalmente si posa per terra, sopra i corpi svenuti delle Letali Quattro, che anche così sono in grado di destare fantasie sessuali molto appetibili. Ma chi indulgerà in questi pensieri è destinato a pentirsene, perchè le pareti della clinica del dottor Amitabh Bachchan iniziano a crollare...
«Ma tu... chi sei?».
«Possibile che non lo hai ancora capito, Eichpiel? Sono Sally Venus II. Spero che abbiate posto per una ragazza sulla vostra Progmobile!».
Side by side we wait the might
of the darkest of them all
Diario di Pollock, data sconosciuta
Tu sei furbo dottor Bachchan.
Hai dato subito istruzioni che mi lasciassero penna e quaderno, perchè sai che non posso fare a meno di scrivere, e da quello che scrivo tu pensi di poter trovare le chiavi della mia anima.
“Sublimazione narcisistica compulsiva attraverso il racconto di sè” ti ho sentito chiamarla con uno dei tuoi assistenti. Avrebbe baciato il fango delle tue suole se glielo avessi chiesto. A quanto pare gli idioti hanno davvero ereditato il mondo, alla fine.
From the Desk of Dr. Amitabh Bachchan, PhD - riservato
I primi tentativi di risalire alla vera identità del soggetto si sono risolti in un completo fallimento.
Tutti i polpastrelli delle dita sono stati metodicamente ustionati, impossibile risalire alle impronte digitali. Data l'ipotetica età del soggetto, intorno ai 40 anni, sembra molto improbabile che esistano scansioni della retina o campioni di DNA in qualche ospedale. Le ricerche proseguono sulle impronte dentali.
Osservazione personale: tutte le infermiere sono rimaste stupite dalla strabiliante bellezza del soggetto. In effetti è alquanto piacevole. Il suo IQ è risultato di 172. Come mi aspettavo, si prospetta una sfida affascinante.
Ma tu lo sai bene, dottor Bachchan: se ti sporgi per guardare nell'abisso, l'abisso guarda dentro di te.
E non è una penna, o un quaderno, o una torcia elettrica lo strumento che vorrei mi accompagnasse in una discesa nell'abisso. Molto meglio un cappuccio nero, tenuto ben fermo da un cappio intorno al collo. Solo così, forse, potrai sperare di ingannare l'abisso.
A proposito: immagino ti interessi il mio primo nome, quello inutile, quello che ti attaccano al collo dalla nascita, come il cartellino di una camicia in un centro commerciale da poco. Non ti sarà difficile ritrovarlo: c'è un'ottima impronta dentale sulla cassa del basso di Peter Hook. Era un concerto dei Joy Division, nel 1978. In realtà volevo mordergli il braccio, ma sbagliai la mira.
Turno di sicurezza numero 8 - Rapportino di servizio per il Dr. Amitabh Bachchan - riservato
Il soggetto ha tentato di introdursi nella sezione femminile per ben sei volte in un giorno. Nonostante sia in isolamento, sospettiamo sia venuto a sapere che Amy Winehouse è ospitata al secondo piano. I dosaggi normali di tranquillanti non sembrano fare effetto. Quindici membri della security hanno subito lesioni lievi, fra cui una frattura esposta al braccio destro. Chiediamo di poter utilizzare dosi massicce di Paliperidone. Suggeriamo inoltre di trasferire miss Winehouse nella depandance di Zurigo.
Ogni uomo è un abisso. La sua maledizione è essere un abisso senza nome.
Ogni malessere, ogni estasi, ogni pulsione, ogni afflato, non sono altro che lo sforzo di scoprire il proprio nome. Ogni artista, in tutto quello che scrive o dipinge o compone, cerca il nome del proprio abisso. Ogni teppista che stringe una sbarra di ferro staccata da un cancello cerca il nome del proprio abisso. Ogni santo che ridona la vista ad un cieco cerca il nome del proprio abisso. Tutte quelle forme di vita inferiore che si fanno chiamare punk cercano il proprio nome nel vomito di birra e nelle tempie pulsanti di pugni.
Anch'io sono stato un abisso che cercava il proprio nome.
From the Desk of Dr. Amitabh Bachchan, PhD – Ordine di servizio
Concordo sulla proposta di trasferimento, già dato disposizioni.
In quanto al Paliperidone, ribadisco l'espresso e assoluto divieto. Durante la fase di studio, voglio il soggetto in pieno possesso delle proprie facoltà. Raddoppiare il personale di guardia se necessario.
Nasco in questa città del colore della ruggine, nella puzza di colla di pesce e di petrolio vecchio.
Nasco in un vicolo. Nasco in una fabbrica. Nasco in una discarica. Non ho casa, non ho pace. Per tutta l'infanzia una macchia nera mi balla davanti agli occhi, come un corvo fermo in volo, come la ferita di una putrella verniciata di pece. Sono solo. Sento voci intorno a me, sento mani intorno a me. Non conosco mio padre. Non so il suo nome. Non ricordo il suo volto. Attraverso i miei primi anni come un treno che deraglia e finisce in mare.
A dodici anni prendo coscienza di essere un abisso. Il senso di vuoto mi schiaccia, ancora non capisco che è il mio vero nome che grida per farsi trovare. Sono svogliato, potenzialmente violento, genialmente intelligente e inguaribilmente annoiato. Ho il massimo dei voti in letteratura inglese ma un giorno rompo due costole all'insegnante, il vecchio signor Moore. Non so nemmeno io il perchè. Irritazione, forse. Non faccio parte di nessuna gang, ma mi rispettano. Mi lasciano in pace. Fiutano il mio abisso, mi temono.
Arriva un ragazzino nuovo a scuola. Piccolo, biondo, ben vestito. Iniziano subito a tormentarlo. Ogni giorno lo pestano. Il ragazzino non si ribella, non versa una lacrima, non urla, non scappa. Si fa pestare passivo, molle, con una smorfia sulla faccia ma senza mai lasciarsi sfuggire neanche un mugolio. Aspetta che il pestaggio finisca, come se fosse un fatto che accade e basta. Il mattino seguente il ragazzino ritorna e si lascia pestare di nuovo. Poi una volta quell'idiota ha il coraggio di presentarsi con un quadrato di cartone sotto il braccio. È un LP. Stanno per spaccarglielo sulla testa quando intervengo. Non so nemmeno io il perchè. Curiosità, forse. Il disco è salvo. Che cos'è, gli chiedo. Ascoltalo, dice il ragazzino. A chi lo dovevi prestare, gli chiedo. A te, risponde. È l'ultima volta che lo vedo. Il giorno dopo non torna a scuola. Non tornerà mai più. Il disco è “Tarkus” di EL&P.
Ben prima che le creste rizzate arrivino sulle copertine dei giornali, io ho già incontrato il punk.
È nella grassa sicurezza di chi si crede più forte. È nella crudele superficialità di chi misura il mondo con la circonferenza dei propri bicipiti, o della propria pancia. Un piccolo esempio: 1974, università di Leeds. Sono il più giovane studente del corso di letteratura inglese. C'è un pub in cui al giovedì sera gli avventori possono portare i loro dischi e suonarli sullo stereo del locale. Tutti i giovedì mi presento con “Red” dei King Crimson sotto il braccio. Non riesco mai ad arrivare nemmeno alla fine della prima facciata. Una volta i componenti della squadra di canottaggio universitaria mi portano fuori. Mi lascio pestare. Non so nemmeno io il perchè. Deja vu, forse. La notte stessa entro nel loro dormitorio. Manca una settimana al campionato studentesco. Ma la squadra di canottaggio dell'università di Leeds non potrà parteciparvi. Hanno tutti le braccia rotte.
Il mio abisso cresce, diventa glorioso. Arriva il momento in cui mi urla il suo nome.
1975. L'attrice Ann-Margret è candidata all'Oscar per il film “Tommy”, tratto dall'album degli Who. Il designer Gaetano Pesce e lo stilista Gianni Versace collaborano per creare un vestito da sera unico al mondo per la cerimonia. L'idea di Pesce è un tessuto polimerico caricato elettrostaticamente, costantemente percorso da rivoli di vernice acrilica, con distribuzione casuale. Si realizza un prototipo con la tecnica dell'air bending. Rimangono problemi di tenuta. Ann-Margret non può certo salire a ritirare l'Oscar lasciandosi dietro un rivolo di vernice. Gaetano Pesce si lascia sfuggire una battuta: “Di sicuro è un vestito che lascia un'impronta!” prima di abbandonare il progetto, troppo in anticipo sui tempi. Un giornalista scrive un pezzo sul prototipo. L'idea mi ossessiona. Non so nemmeno io il perchè. Rapisco la moglie del responsabile dell'archivio Versace e me lo faccio consegnare.
Da solo confeziono la mia maschera.
Appena la indosso, vedo il mondo come non l'ho mai visto prima. Come nessuno l'ha mai visto prima. Vedo la vita come la tela bianca di un pittore, in cui il tessuto vergine si pavoneggia convinto di essere già opera d'arte. Vedo la meschinità, l'ignoranza, la paura. Vedo che sono i veri batteri della vita, non si può dare esistenza senza di loro. Capisco quello che ho sempre saputo: non c'è cura alla malattia, l'esistenza stessa è malattia, curarla significa eliminare la vita. L'unico modo per migliorare il mondo è renderlo ancora più malato. I meschini lo sporcano appena, in punta di piedi, schiavi della loro stupidità. Rispondere al caos e alla bruttezza significa seminare caos e bruttezza di un livello superiore. L'abisso grida il mio nome. Sono Pollock. Mi sollevo sopra la vezzosa tela della vita e la imbratto, la sfregio, la sporco come solo io so fare. Lascio cadere le mie macchie di vernice come la vendetta di un dio cinico, scevro di odio e di pietà, di comprensione e di invidia, di cultura e di altruismo. Lascio cadere le mie macchie di vernice seminando un livello di caos maggiore. La mia è un'anarchia di qualità superiore. Sono Pollock.
Rapporto dell'agenzia investigativa Rutherford & Banks al Dr. Amitabh Bachchan - riservato
In merito alle vostre richieste, comunichiamo quanto segue:
1. Il designer Gaetano Pesce ritiene assai improbabile di aver collaborato con lo stilista Versace nel 1975, ma non lo può escludere a priori. Conferma di avere effettuato esperimenti di air bending su tessuti sintetici negli anni '70.
2. I responsabili della Versace assicurano di non aver notizia di una collaborazione con Gaetano Pesce. Escludono tassativamente che si siano mai potuti verificare furti nel loro archivio. Purtroppo non è stato possibile rintracciare il responsabile in carica nel 1975 perchè i registri del personale risultano smarriti o incompleti.
3. Ann-Margret alla cerimonia degli Oscar del 1975 ha indossato un vestito Balenciaga. L'attrice, seppur candidata, non ha vinto l'Oscar.
4. Sono stati rintracciati 15 insegnanti di nome Moore che hanno insegnato letteratura inglese nelle scuole secondarie. Di questi, 11 sono deceduti e dei 4 ancora vivi nessuno ha mai subito aggressioni da parte di un proprio alunno.
5. Dai registri degli studenti dell'Università di Leeds non risultano alunni di età inferiore alla minima consentita iscritti al corso di letteratura inglese nel 1974.
6. Nel 1974 la squadra di canottaggio dell'università di Leeds non ha partecipato ai campionati studenteschi. Secondo i certificati medici, perchè tutti i membri avevano l'influenza.
7. Il basso che Peter Hook suonava nei Joy Division fino al 1980 è stato messo in palio in un'asta benefica dallo stesso proprietario e acquistato per il valore di 4 sterline. È risultato impossibile rintracciare l'acquirente.
Close your eyes and forget your name
Step outside yourself and let your thoughts drain
As you go insane... go insane!
Dialogo fra il sergente Alex Skolnick, capo della squadra incursori, e il commissario capo Benjamin J. Grimmordon.
«Un uomo con due costole rotte. Un altro con la cassa toracica sfondata. E avevano il kevlar addosso, maledizione!».
«E come diavolo ha fatto?».
«Gli ha rovesciato addosso un armadio gotico del settecento del cazzo, a quanto ho capito. E non è finita qui! Ha fatto in tempo ad arroventare la collezione di piattini da tè di epoca vittoriana di Dave Vanian e li ha usati come stelle ninja. Un uomo accecato e altri due sfigurati per sempre!».
«L'importante è che lo abbiate preso, sergente!».
«Ci può scommettere il cul... Mi scusi, signore. È l'adrenalina».
«Non fa niente. La soffiata era attendibile, allora».
«Pare proprio di sì, signore. Spero che lo sbattano nella fogna più schifosa di tutta la prigione di Montchrist!».
«È quello che vorrei anch'io, sergente», risponde il commissario Grimmordon rifugiandosi nel suo ufficio. Purtroppo però il procuratore ha un'immagine progressista da difendere, e Pollock è già stato assegnato alle cure del dottor Amitabh Bachchan, il famoso psichiatra televisivo. Ma questo, pensa il commissario Grimmordon, non sarò certo io a dirlo al sergente Skolnick.
Il Dottor Canterbury si materializza nell'ufficio del direttore di produzione di Porta a Porta causando lo scompiglio generale.
Il regista gli chiede di cambiare tono di rosso della pelle, per problemi di fotografia. Una segretaria gli porge da indossare un completo di Armani. Richieste assurde, inconsistenti, ma si adegua. Un assistente di Bruno Vespa gli offre la lista completa del bar. Non sa che farsene. Uno strano figuro con gli occhiali da sole gli legge la lista degli argomenti da evitare: proibito qualsiasi commento su Giusy Ferreri, per i Radiohead stare sul vago, se qualcuno dice “U2” far finta di niente. Per il Dottor Canterbury avere a che fare con gli uomini è come immergersi in un formicaio: diversi, organizzati, specializzati, frenetici. Troppi. Dal loro caos collettivo scaturisce una dodecafonia dissonante che il suo senso musicale, l'unico senso con cui ormai si rapporta con il mondo, trova insopportabile.
La segretaria di produzione entra nel camerino con un sorriso che sembra un pannello solare.
«La trasmissione inizierà con un piccolo ritardo. C'è un'edizione straordinaria del TG. A proposito, l'altro ospite della serata è il dottor Amitabh Bachchan. Lo conosce?».
Il Dottor Canterbury non lo ha mai sentito nominare.
Ed ora, un'edizione straordinaria del nostro notiziario.
La notizia del rocambolesco arresto del noto terrorista noto come Pollock, ricercato dall'Interpol da oltre dieci anni, passa in secondo piano grazie ad un video, appena arrivato in redazione, che siamo in grado di trasmettervi in esclusiva. Il filmato mostra chiaramente il tentativo di aggressione subito da Michele Zarrillo, meglio conosciuto con il nome di Semiramis, pochi minuti fa nel proprio ufficio. Come potete vedere, l’aggressore è stato sconfitto unicamente dalla prontezza di riflessi del businessman più brillante della nostra città. Il video è stato girato dalle telecamere di sicurezza. L’aggressore è stato identificato come Dodi Battaglia, chitarrista del gruppo dei Pooh, che è attualmente ricoverato presso la Clinica Centrale in seguito ad un infarto. Ma chi è Dodi Battaglia? Vediamolo in una scheda preparata dalla redazione...
Il notiziario, la sigla, gli applausi di rito scorrono come acqua sulla sua coscienza.
Curiosamente, non è il giornalista (come aveva detto che si chiama?) che si rivolge a lui, ma è l'uomo seduto sulla poltrona bianca di fianco alla sua (come aveva detto che si chiama?).
«Dottor Canterbury, non trova contradditorio che lei, la personificazione della musica, l'incarnazione dell'arte che più di ogni altra può portare gli uomini a fraternizzare, sia costretto a vivere in isolamento, nascosto in una base missilistica segreta?».
«A dire il vero, “fraternizzare” è una categoria soggettiva. La musica scatena passioni, risposte emotive che possono essere socialmente positive oppure negative. La mia presenza, poi, ha dimostrato di enfatizzare al massimo grado queste risposte, e gli uomini non sono in grado di gestire una tale emotività. Per questo motivo le mie apparizioni in pubblico vengono limitate il più possibile».
«Eppure, dottore, io sono qui al suo fianco e non ho ancora manifestato istinti omicidi!» (il giornalista e il pubblico ridono), «Non crede che i cittadini del mondo avrebbero diritto di godere di lei, come di qualsiasi risorsa naturale, con la più totale libertà? Lei potrebbe essere la cura per un mondo migliore... Quanti miei pazienti, depressi cronici, potrebbero guarire in un istante soltanto con la sua presenza... Con quale motivazione lei riesce a negarsi?».
«Ma io veramente...».
«Fatica a rispondere? L'aiuterò io. Si ricorda di Judy Dyble? Avete avuto una storia d'amore voi due, se non sbaglio».
«Sì, quando lei uscì dai Fairport Convention. Ma all'epoca io...».
«All'epoca lei era ancora un uomo normale, certo. Eppure già allora era, per usare le parole di Judy, “un egocentrico egoista”. Ma i fatti più interessanti risalgono a quando lei era già diventanto il Dottor Canterbury. Ascolti: Vanessa Paradis, Tiffany, Debbie Gibson, Tracy Spencer, le dicono qualcosa questi nomi? Dovrebbero: erano tutte star del pop per adolescenti nei primi anni '80, e i loro produttori le avevano mandate a ripetizioni da lei, sperando che riuscissero a sviluppare un minimo di talento musicale... Ebbene, tutte quante stavano per denunciarla per molestie sessuali, finchè dei misteriosi agenti federali non le convinsero a cambiare idea...».
«Scusi, dottor Bachchan» interrompe Bruno Vespa, «In nome della correttezza giornalistica: lei come fa a sapere tutte queste cose?».
«Sono state tutte mie pazienti. E mi hanno autorizzato a rendere pubblica la vicenda, questa sera. Allora, Dottor Canterbury? A quanto pare persino lei non è in grado di gestire una tale emotività!».
Il frastuono disarmonico cresce intorno a lui. Le parole dei due uomini si perdono in un fragore di risacca. Non riesce a sopportarlo. Non riesce. La telecamera inquadra la poltrona bianca, improvvisamente vuota. Parte un applauso stiracchiato.
La Prog-caverna, dove i megaschermi rimandano immagini di 527 televisioni diverse di tutto il mondo, compresa l'MTV cinese e i canali di Bollywood.
«Per tutti i maestri di retorica, Eichpiel!».
«Inizio a pensare che Pollock potesse avere ragione, Albyrin!».
«Un piano per colpire i vigilantes progressivi... Addirittura due, sistemati nella stessa serata».
«E ci stava scappando il terzo, non dimenticare Semiramis!».
«Già. Chiunque ci sia dietro, si muove in fretta!».
«La domanda adesso è una sola».
«E quale?».
«Cosa facciamo?».
Holy father, holy ghost
Who's the one who pays the most
Rock the cradle don't you cry
Buy another lullaby
Jack is nimble, Jack is quick
Pick your pocket, turn a trick
Slow and steady, he's got time
To commit another TV crime
Ed ora, le ultime notizie.
Rick Rubin, vice presidente della Sony Music nonchè proprietario della American Recordings, è scomparso da almeno sei giorni. Rubin e' il quarto discografico di spicco a svanire nel nulla dopo Rod Smallwood, manager degli Iron Maiden, Sharon Osborne, moglie del popolarissimo Ozzy e Limb Schnoor, produttore di Helloween e Rhapsody. Le indagini procedono “aperte in tutte le direzioni”, come hanno riferito gli inquirenti.
La Semiramis Records si è aggiudicata i diritti per la distribuzione in tutto il nostro continente dei più famosi artisti dell'estremo oriente. Il primo disco “firmato” Semiramis sarà il nuovo album delle dive del Canto-Pop, le Twins, che in madrepatria hanno già venduto ottanta milioni di copie. Semiramis in persona, che come ricorderete è il nom de guerre del famoso cantante Michele Zarrillo, vincitore del Festival di Sanremo, si è inoltre dichiarato “molto ottimista” sulla possibilità di portare in tour la regina del J-Pop, Ayumi Hamasaki, nella nostra città.
Questa sera il Dottor Canterbury fara' una delle sue rarissime apparizioni televisive, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta. La curiosità del pubblico per il suo intervento è altissima.
«Sicuro, come no?» sbotta una voce sarcastica.
L'immagine televisiva si spegne. Le mille luci della città prendono il posto della scollatura della giornalista. La pioggia si rivela nell'immensa vetrata dell'ufficio di Semiramis, dotata di sistema di cristalli liquidi integrati.
Un lampo squarcia il buio e rivela l'espressione enigmatica del suo volto. Il silenzio è totale, l'equilibrio perfetto. Il tempo sembra essersi fermato.
Poi, all'improvviso, le porte in ebano del Kilimanjaro si spalancano. I corpi delle due bodyguards vengono proiettati all'interno dello spazio, un attico di 250 mq con soffitto a sei metri d’altezza, completamente rivestito in marmo nero della Siria.
«Maledetto! Hai rovinato la mia carriera ed ora la pagherai!!!».
Il misterioso assalitore entra nell'ufficio brandendo una Gibson signature series. Un'altra saetta ed il suo volto spicca nelle tenebre: è Dodi Battaglia, il chitarrista dei Pooh, un tempo uno dei migliori chitarristi italiani!
«Maledetto Zarrillo, come hai potuto comprare Vasco Rossi in esclusiva? Stava scrivendo i brani per il mio prossimo album solista! Almeno avrei pubblicato un altro disco che aveva qualche speranza di vendere!».
«Semplicemente perchè secondo i più recenti sondaggi è il songwriter più richiesto dal pubblico» risponde serafico Semiramis. «E voglio che scriva solo per me!» .
«Ma lo hai comprato con una fornitura di barolo a vita e due salami di Felino!».
«Nessuno mi ha mai accusato di fare cattivi affari, Dodi!».
«Sei uno squalo! Cosa è accaduto dei tempi in cui suonavamo insieme “A Whiter Shade of Pale”?».
«Tu andavi sempre fuori tempo!» replica Semiramis, e con una mossa così veloce da non poter essere colta dall’occhio umano, afferra una Rickenbaker a doppio manico da dietro la sua poltrona di pelle e stende al suolo Dodi Battaglia.
«E adesso voglio scoprire chi ti ha mandato, vecchio mio... Ah no, non provare ad inghiottire quel dente finto pieno di cianuro... No! Maledizione! Troppo tardi!».
Irrompe la seconda squadra della security.
«Signore, tutto a posto?!».
«Sì. Per favore, ripulite tutto. Questa sera ho una riunione con i produttori dei cartoni animati delle Winx».
Semiramis alza lo sguardo verso una delle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso del suo ufficio. Tutto è stato ripreso.
Nella zona bassa della città c’è una casa che assomiglia al castello di Frankenstein, così come è ritratto nel film di James Whale.
È la villa di Dave Vanian, il cantante dei Damned, ormai giovane solo in spirito. Nella sua casa Vanian ama dare libero sfogo al suo gusto goth. Ci sono tende di velluto color sangue, letti con catafalchi, ragnatele finte e quadri simbolisti ovunque.
È ormai notte e Dave Vanian vaga per i corridoi, spaventato. Ha sentito un rumore sospetto.
«Credi che abbia paura, eh? Credi che abbia paura di te, ladruncolo? Eh? Fatti vedere! Dai, fatti vedere, piccolo bast...».
La frase gli muore in gola non appena vede un rivolo di vernice sgusciare fuori da sotto la porta della cucina.
«Oh Dio... Lui no, lui no...».
Ma mentre indietreggia, Dave Vanian casca letteralmente in braccio a Pollock, che esce dall’ombra alle sue spalle.
«AAAAAHHHHH!!!! AHHHH!!!».
«Vedo che hai ancora una discreta voce, Vanian. Ma piantala con la commedia. Non ti ho ancora toccato».
«Po... Po... Pollock? Che vuoi da me?? Ti giuro che non farò un altro tour estivo con Captain Sensible!».
«Molto saggio da parte tua. Ora rispondi. Qualcuno ha ammazzato il Parodista l’altra sera. Avevate incrociato le strade parecchie volte, tu e lui. Ne sai qualcosa?».
«Il Parodista... No... Io... Io ormai sono fuori dal giro...».
«Darò fuoco a quella bellissima chioma nera che hai in testa se le tue risposte non saranno soddisfacenti».
«La mia chioma... Puoi anche averla, se vuoi. Guarda! Ho perso quasi tutti i capelli! Sto diventando calvo! Hai presente quelle calvizie che con inserti e impianti puoi sconfiggere?».
«Sì».
«Beh, la mia è dell’altra specie! Questa è... una parrucca!».
«Rhm. Vedo. Ma non cambia nulla. Il Parodista è stato ucciso e io scoprirò perchè!».
In quel momento, un fumogeno sfonda una finestra.
The fragile art of existence
Is kept alive by sheer persistence
1970. Isola di Wight. È l'ultimo concerto per Jimi Hendrix, il primo per Emerson Lake & Palmer.
Greg Lake è uno che guarda lontano. Dietro le quinte, la sera del 30 agosto, mentre gli Who suonano Tommy per intero davanti ad un pubblico che ha minacciato di spaccare tutto se gli verranno chiesti i soldi del biglietto, un party fra musicisti si trasforma in una riunione segreta.
Greg Lake parla.
«Benvenuti alla prima riunione dei Progwatchers!».
«Detta così, sembra una filiale dei Weight Watchers!» gli risponde Chris Squire degli Yes.
Lake incassa stringendo i denti. Lui ha sempre avuto problemi di peso ed è, segretamente, un membro dei Weight Watchers.
All'inizio degli anni '70 il futuro per il neonato rock progressivo sembra radioso. Ma già ci sono elementi preoccupanti. Gruppi sporchi, violenti e cattivi come gli MC5, gli Stooges e gli Hawkwind. Per questo, Greg Lake propone di creare un network segreto, formato da musicisti sopraffini, dedicato a difendere il verbo del Prog.
Gli ridono dietro quasi tutti. Ma alcuni accettano. Glenn Cornick dei Jethro Tull per esempio, che infatti sarà cacciato dalla band da lì a poco. Nella sorpresa generale Annie Haslam, la cantante dei Renaissance, si dichiara entusiasta. Il suo nome in codice all'interno dell'organizzazione diventa Sally Venus. Ma il protagonista più importante di quella notte è un giovane roadie che, con un giubbotto di pelle e una maschera, scopre la propria vera missione. Si farà chiamare il Parodista.
1977. L'orrore è sulle strade.
"No Elvis, Beatles or the Rolling Stones in 1977!" urlano i Clash. Tre accordi e la verità. Tutti quanti, andate e formate una band. Vengono fuori dai garage, dai club sotto i marciapiedi, dai casermoni popolari di periferia. Risse, sputi, fiumi di birra acida inondano i pavimenti. Sulle loro magliette c'è scritto I Hate Pink Floyd. Registrazioni casalinghe, strumenti scadenti, cantanti che non sanno cantare. Borchie, spille, capelli tinti di verde. Pete Townshend confesserà: “Eravamo terrorizzati. Pensavamo finisse con i Beatles, i Rolling Stones e gli Who impiccati sulla pubblica piazza”. Il verbo del Prog va al rogo.
«Bisogna reagire!» dice Greg Lake riunendo segretamente i Progwatchers. E propone, nello shock generale, un sestuplo vinile con un geniale concept sul Paradise Lost di John Milton. Non se ne fa niente. Greg Lake dovrà accontentarsi degli album Works volume 1 e 2.
Il Parodista si distingue all'interno dei Progwatchers per le azioni più radicali. I Sex Pistols firmano per la EMI nel bel mezzo del Tower Bridge di Londra, con frotte di reporters accorse ad immortalare l'evento. Il Parodista la notte prima ha minato il ponte. Solo l'intervento di Sally Venus impedisce la carneficina. Poco tempo dopo viene pubblicato il primo 45 giri punk, New Rose dei Damned. Anche qui, il Parodista vuole fare saltare la fabbrica che stampa i vinili, ma di nuovo gli altri Progwatchers lo fermano. I camion che consegnano i dischi ai negozi iniziano però ad avere strani, frequentissimi problemi meccanici.
Sei mesi dopo Sally Venus scompare misteriosamente, senza lasciare alcuna traccia.
Settimane di angoscia per i Progwatchers, ma saranno due giovani vigilantes progressivi, che si fanno chiamare Eichpiel e Pollock, a ritrovarla: in un magazzino di periferia, trasformato in improvvisato studio di registrazione. Incatenata e imbottita di anfetamine, Annie Haslam è stata costretta a consumare la propria voce angelica cantando senza interruzione assurdi testi in volgare trecentesco per un concept tratto dal Decamerone di Boccaccio. Il rapitore, una misteriosa figura con un cappuccio in testa fermato da un nodo scorsoio al collo, riesce a fuggire. Pollock e Eichpiel trovano in sala controllo i master che il misterioso rapitore non è riuscito a portare con sé. C'è abbastanza materiale per un album di 24 dischi.
Il colpo è troppo forte. I Renaissance pubblicano Azur d'Or, il loro album peggiore. Tutti gli altri grandi gruppi Prog si sciolgono o si nascondono. È la fine dei Progwatchers, lacerati dall'orrore ma anche dai terrificanti concept che Greg Lake continua a proporre...
«Storia antica, Accapi. Riassunto inutile. Ero presente. E anche tu».
La Prog-caverna. Oggi.
«Già. E ricordo benissimo che quando hai saputo che si trattava di una donna, non volevi più andare a liberarla, Pollock!».
«Non parlo di donne. Motivi personali. Cosa hai trovato sul cd masterizzato che il Parodista teneva nascosto nell'armadio?».
«Non è musica. Sono registrazioni di trasmissioni televisive. Puntate de L'isola dei famosi, La talpa, La fattoria, Amici e X-Factor».
«Putridi programmi di promiscuità!».
«Bella allitterazione!».
«Zitto, metallaro! Che cosa ha a che fare tutto questo con la morte del Parodista?».
«Beh, al di là dell'essere tutti reality, questi programmi hanno una sola cosa in comune!».
«E quale sarebbe, Accapi?».
«Sono tutti format di proprietà del nostro vecchio amico Semiramis!».
Watcher of the skies watcher of all
His is a world alone, no world is his own
1979. Non è per niente come nella canzone degli Smashing Pumpinks.
Greg Lake non suona da mesi ed è esattamente come ti aspetteresti dopo aver ascoltato “Love Beach”, l’ultimo album di Emerson Lake & Palmer: in pessima forma. La cosa che ricorda di più è una pera matura. Vestita come un imitatore di Elvis Presley.
Io, Eichpiel, sono ancora nel mio periodo “sosia buono di Eric Bloom”, la tuta in pelle da motociclista mitigata da un mantello in stoffa scozzese. Albyrin è nella sua fase “sosia ante litteram di Chris Cornell” e sopra il kevlar porta ancora una maglietta di Eddie degli Iron Maiden.
Pollock, con il quale ho collaborato nella lotta contro le punk bands della zona del porto, ha ancora il gessato immacolato e l’impermeabile nuovo. La sua maschera cola vernice come un pennello inzuppato: come diavolo fa?
Il Parodista, il veterano fra tutti noi, ha rubato il famoso tappeto indiano su cui Greg Lake poggia i piedi in concerto, ci si è avvolto e schiaccia un pisolino. Prima di iniziare, mi ha confidato di aver appena finito di iniettare silicone in tutte le serrature dell’appartamento di Malcom McLaren.
Greg Lake parla.
«Benvenuti alla prima riunione dei Punkbusters!».
Ha una lavagna su cui ha appeso i suoi “obiettivi”. Ci sono una foto dei Sex Pistols che firmano con la Virgin sul ponte del Tamigi, la copertina del primo album dei Clash, una locandina di un concerto dei Cramps e un rapporto di polizia su una rissa seguita ad un concerto dei Damned.
Seduto compostissimo su una sedia è Semiramis.
È un’eccezionale chitarrista Prog. Ha un gruppo che porta il suo stesso nome. Anni dopo abbandonerà la sua identità segreta e rivelerà al mondo di essere Michele Zarrillo, si dedicherà alla musica melodica, vincerà il Festival di San Remo e farà un mucchio di soldi, guadagnandosi la fama di uomo più furbo del mondo. Pollock non glielo perdonerà mai.
La presenza più forte nella stanza è comunque il Dottor Canterbury.
Il governo ha fatto di tutto per tenere segreto il suo passato e la vera estensione dei suoi poteri. Si sa soltanto che non è un musicista: era un assistente di laboratorio dell'Università di Copenhagen. A quanto pare, la sua origine è legata al gruppo di ricerca creato all'inizio degli anni Sessanta per dimostrare la teoria del CBGI, ovvero Campo del Buon Gusto Intrinseco. La teoria, formulata da un vecchio fisico che abita in una roulotte alla periferia di Las Vegas, afferma che ogni uomo nasce con la predisposizione genetica per apprezzare solo buona musica. È l'influenza della società che deforma e perverte questa potenzialità, creando i fan dei Take That.
L'esperimento prevedeva il bombardamento di oggetti inanimati con musica concentrata dei Soft Machine, dei Gong, degli Incredible String Band, dei Caravan e degli Egg, per verificare se sviluppavano una coscienza. Si sussurra che ancora adesso, in Danimarca, ci siano case in cui i mattoni fischiettano “Radio Gnome Invisible”.
La fase successiva fu la sperimentazione su un essere vivente. All'assistente non spiegarono tutto. Lui accettò lo stesso. Dal bunker di cemento armato emerse un gigante di due metri e venti, completamente nudo, color cremisi, che fluttuava per aria. Solo in seguito si sparse la voce che l'esperimento era finanziato dai servizi segreti. Lo battezzarono Dottor Canterbury.
Era in grado di intervenire sul CBGI individuale, modificando la percezione musicale fino a livello subatomico. Poteva prendere un hooligan ubriaco e da fan degli Stooges lo tramutava in un fine degustatore degli Amazing Blondel.
Questo cambiò tutto: le case discografiche iniziarono a farsela nei pantaloni, come avrebbero fatto a proporre artisti pop di infima qualità, con uno come il Dottor Canterbury che poteva convertire interi continenti ai tempi dispari dei Rush?
Ma subito un’agenzia governativa intervenne, e il Dottor Canterbury fu classificato come “arma non convenzionale” e utilizzato solo in determinate occasioni d’emergenza. Sembra che abbiano tentato varie volte di utilizzarlo per eliminare i Ramones, ma la situazione di Cuba ha sempre suggerito di aspettare tempi più tranquilli.
Greg Lake parla.
Ha preparato una lista di classici della letteratura da cui trarre concept album: Guerra e Pace, Anna Karenina, Il Dottor Zivago e vorrebbe chiudere con un epta-album su Marcel Proust. È a questo punto che il Parodista afferra il basso Alembic e glielo spacca sulla testa.
«Lo vuoi capire che non serve a niente?? Lo vuoi capire che è tutto inutile? Non ti è bastata la lezione dei Progwatchers?» sbraita.
La riunione si scioglie nell'imbarazzo generale. Non ce ne sarà un'altra.
They dared to go where no one would try
They chose to fly where eagles dare