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Diario di Pollock, data sconosciuta
Tu sei furbo dottor Bachchan.
Hai dato subito istruzioni che mi lasciassero penna e quaderno, perchè sai che non posso fare a meno di scrivere, e da quello che scrivo tu pensi di poter trovare le chiavi della mia anima.
“Sublimazione narcisistica compulsiva attraverso il racconto di sè” ti ho sentito chiamarla con uno dei tuoi assistenti. Avrebbe baciato il fango delle tue suole se glielo avessi chiesto. A quanto pare gli idioti hanno davvero ereditato il mondo, alla fine.
From the Desk of Dr. Amitabh Bachchan, PhD - riservato
I primi tentativi di risalire alla vera identità del soggetto si sono risolti in un completo fallimento.
Tutti i polpastrelli delle dita sono stati metodicamente ustionati, impossibile risalire alle impronte digitali. Data l'ipotetica età del soggetto, intorno ai 40 anni, sembra molto improbabile che esistano scansioni della retina o campioni di DNA in qualche ospedale. Le ricerche proseguono sulle impronte dentali.
Osservazione personale: tutte le infermiere sono rimaste stupite dalla strabiliante bellezza del soggetto. In effetti è alquanto piacevole. Il suo IQ è risultato di 172. Come mi aspettavo, si prospetta una sfida affascinante.
Ma tu lo sai bene, dottor Bachchan: se ti sporgi per guardare nell'abisso, l'abisso guarda dentro di te.
E non è una penna, o un quaderno, o una torcia elettrica lo strumento che vorrei mi accompagnasse in una discesa nell'abisso. Molto meglio un cappuccio nero, tenuto ben fermo da un cappio intorno al collo. Solo così, forse, potrai sperare di ingannare l'abisso.
A proposito: immagino ti interessi il mio primo nome, quello inutile, quello che ti attaccano al collo dalla nascita, come il cartellino di una camicia in un centro commerciale da poco. Non ti sarà difficile ritrovarlo: c'è un'ottima impronta dentale sulla cassa del basso di Peter Hook. Era un concerto dei Joy Division, nel 1978. In realtà volevo mordergli il braccio, ma sbagliai la mira.
Turno di sicurezza numero 8 - Rapportino di servizio per il Dr. Amitabh Bachchan - riservato
Il soggetto ha tentato di introdursi nella sezione femminile per ben sei volte in un giorno. Nonostante sia in isolamento, sospettiamo sia venuto a sapere che Amy Winehouse è ospitata al secondo piano. I dosaggi normali di tranquillanti non sembrano fare effetto. Quindici membri della security hanno subito lesioni lievi, fra cui una frattura esposta al braccio destro. Chiediamo di poter utilizzare dosi massicce di Paliperidone. Suggeriamo inoltre di trasferire miss Winehouse nella depandance di Zurigo.
Ogni uomo è un abisso. La sua maledizione è essere un abisso senza nome.
Ogni malessere, ogni estasi, ogni pulsione, ogni afflato, non sono altro che lo sforzo di scoprire il proprio nome. Ogni artista, in tutto quello che scrive o dipinge o compone, cerca il nome del proprio abisso. Ogni teppista che stringe una sbarra di ferro staccata da un cancello cerca il nome del proprio abisso. Ogni santo che ridona la vista ad un cieco cerca il nome del proprio abisso. Tutte quelle forme di vita inferiore che si fanno chiamare punk cercano il proprio nome nel vomito di birra e nelle tempie pulsanti di pugni.
Anch'io sono stato un abisso che cercava il proprio nome.
From the Desk of Dr. Amitabh Bachchan, PhD – Ordine di servizio
Concordo sulla proposta di trasferimento, già dato disposizioni.
In quanto al Paliperidone, ribadisco l'espresso e assoluto divieto. Durante la fase di studio, voglio il soggetto in pieno possesso delle proprie facoltà. Raddoppiare il personale di guardia se necessario.
Nasco in questa città del colore della ruggine, nella puzza di colla di pesce e di petrolio vecchio.
Nasco in un vicolo. Nasco in una fabbrica. Nasco in una discarica. Non ho casa, non ho pace. Per tutta l'infanzia una macchia nera mi balla davanti agli occhi, come un corvo fermo in volo, come la ferita di una putrella verniciata di pece. Sono solo. Sento voci intorno a me, sento mani intorno a me. Non conosco mio padre. Non so il suo nome. Non ricordo il suo volto. Attraverso i miei primi anni come un treno che deraglia e finisce in mare.
A dodici anni prendo coscienza di essere un abisso. Il senso di vuoto mi schiaccia, ancora non capisco che è il mio vero nome che grida per farsi trovare. Sono svogliato, potenzialmente violento, genialmente intelligente e inguaribilmente annoiato. Ho il massimo dei voti in letteratura inglese ma un giorno rompo due costole all'insegnante, il vecchio signor Moore. Non so nemmeno io il perchè. Irritazione, forse. Non faccio parte di nessuna gang, ma mi rispettano. Mi lasciano in pace. Fiutano il mio abisso, mi temono.
Arriva un ragazzino nuovo a scuola. Piccolo, biondo, ben vestito. Iniziano subito a tormentarlo. Ogni giorno lo pestano. Il ragazzino non si ribella, non versa una lacrima, non urla, non scappa. Si fa pestare passivo, molle, con una smorfia sulla faccia ma senza mai lasciarsi sfuggire neanche un mugolio. Aspetta che il pestaggio finisca, come se fosse un fatto che accade e basta. Il mattino seguente il ragazzino ritorna e si lascia pestare di nuovo. Poi una volta quell'idiota ha il coraggio di presentarsi con un quadrato di cartone sotto il braccio. È un LP. Stanno per spaccarglielo sulla testa quando intervengo. Non so nemmeno io il perchè. Curiosità, forse. Il disco è salvo. Che cos'è, gli chiedo. Ascoltalo, dice il ragazzino. A chi lo dovevi prestare, gli chiedo. A te, risponde. È l'ultima volta che lo vedo. Il giorno dopo non torna a scuola. Non tornerà mai più. Il disco è “Tarkus” di EL&P.
Ben prima che le creste rizzate arrivino sulle copertine dei giornali, io ho già incontrato il punk.
È nella grassa sicurezza di chi si crede più forte. È nella crudele superficialità di chi misura il mondo con la circonferenza dei propri bicipiti, o della propria pancia. Un piccolo esempio: 1974, università di Leeds. Sono il più giovane studente del corso di letteratura inglese. C'è un pub in cui al giovedì sera gli avventori possono portare i loro dischi e suonarli sullo stereo del locale. Tutti i giovedì mi presento con “Red” dei King Crimson sotto il braccio. Non riesco mai ad arrivare nemmeno alla fine della prima facciata. Una volta i componenti della squadra di canottaggio universitaria mi portano fuori. Mi lascio pestare. Non so nemmeno io il perchè. Deja vu, forse. La notte stessa entro nel loro dormitorio. Manca una settimana al campionato studentesco. Ma la squadra di canottaggio dell'università di Leeds non potrà parteciparvi. Hanno tutti le braccia rotte.
Il mio abisso cresce, diventa glorioso. Arriva il momento in cui mi urla il suo nome.
1975. L'attrice Ann-Margret è candidata all'Oscar per il film “Tommy”, tratto dall'album degli Who. Il designer Gaetano Pesce e lo stilista Gianni Versace collaborano per creare un vestito da sera unico al mondo per la cerimonia. L'idea di Pesce è un tessuto polimerico caricato elettrostaticamente, costantemente percorso da rivoli di vernice acrilica, con distribuzione casuale. Si realizza un prototipo con la tecnica dell'air bending. Rimangono problemi di tenuta. Ann-Margret non può certo salire a ritirare l'Oscar lasciandosi dietro un rivolo di vernice. Gaetano Pesce si lascia sfuggire una battuta: “Di sicuro è un vestito che lascia un'impronta!” prima di abbandonare il progetto, troppo in anticipo sui tempi. Un giornalista scrive un pezzo sul prototipo. L'idea mi ossessiona. Non so nemmeno io il perchè. Rapisco la moglie del responsabile dell'archivio Versace e me lo faccio consegnare.
Da solo confeziono la mia maschera.
Appena la indosso, vedo il mondo come non l'ho mai visto prima. Come nessuno l'ha mai visto prima. Vedo la vita come la tela bianca di un pittore, in cui il tessuto vergine si pavoneggia convinto di essere già opera d'arte. Vedo la meschinità, l'ignoranza, la paura. Vedo che sono i veri batteri della vita, non si può dare esistenza senza di loro. Capisco quello che ho sempre saputo: non c'è cura alla malattia, l'esistenza stessa è malattia, curarla significa eliminare la vita. L'unico modo per migliorare il mondo è renderlo ancora più malato. I meschini lo sporcano appena, in punta di piedi, schiavi della loro stupidità. Rispondere al caos e alla bruttezza significa seminare caos e bruttezza di un livello superiore. L'abisso grida il mio nome. Sono Pollock. Mi sollevo sopra la vezzosa tela della vita e la imbratto, la sfregio, la sporco come solo io so fare. Lascio cadere le mie macchie di vernice come la vendetta di un dio cinico, scevro di odio e di pietà, di comprensione e di invidia, di cultura e di altruismo. Lascio cadere le mie macchie di vernice seminando un livello di caos maggiore. La mia è un'anarchia di qualità superiore. Sono Pollock.
Rapporto dell'agenzia investigativa Rutherford & Banks al Dr. Amitabh Bachchan - riservato
In merito alle vostre richieste, comunichiamo quanto segue:
1. Il designer Gaetano Pesce ritiene assai improbabile di aver collaborato con lo stilista Versace nel 1975, ma non lo può escludere a priori. Conferma di avere effettuato esperimenti di air bending su tessuti sintetici negli anni '70.
2. I responsabili della Versace assicurano di non aver notizia di una collaborazione con Gaetano Pesce. Escludono tassativamente che si siano mai potuti verificare furti nel loro archivio. Purtroppo non è stato possibile rintracciare il responsabile in carica nel 1975 perchè i registri del personale risultano smarriti o incompleti.
3. Ann-Margret alla cerimonia degli Oscar del 1975 ha indossato un vestito Balenciaga. L'attrice, seppur candidata, non ha vinto l'Oscar.
4. Sono stati rintracciati 15 insegnanti di nome Moore che hanno insegnato letteratura inglese nelle scuole secondarie. Di questi, 11 sono deceduti e dei 4 ancora vivi nessuno ha mai subito aggressioni da parte di un proprio alunno.
5. Dai registri degli studenti dell'Università di Leeds non risultano alunni di età inferiore alla minima consentita iscritti al corso di letteratura inglese nel 1974.
6. Nel 1974 la squadra di canottaggio dell'università di Leeds non ha partecipato ai campionati studenteschi. Secondo i certificati medici, perchè tutti i membri avevano l'influenza.
7. Il basso che Peter Hook suonava nei Joy Division fino al 1980 è stato messo in palio in un'asta benefica dallo stesso proprietario e acquistato per il valore di 4 sterline. È risultato impossibile rintracciare l'acquirente.
Close your eyes and forget your name
Step outside yourself and let your thoughts drain
As you go insane... go insane!
Dialogo fra il sergente Alex Skolnick, capo della squadra incursori, e il commissario capo Benjamin J. Grimmordon.
«Un uomo con due costole rotte. Un altro con la cassa toracica sfondata. E avevano il kevlar addosso, maledizione!».
«E come diavolo ha fatto?».
«Gli ha rovesciato addosso un armadio gotico del settecento del cazzo, a quanto ho capito. E non è finita qui! Ha fatto in tempo ad arroventare la collezione di piattini da tè di epoca vittoriana di Dave Vanian e li ha usati come stelle ninja. Un uomo accecato e altri due sfigurati per sempre!».
«L'importante è che lo abbiate preso, sergente!».
«Ci può scommettere il cul... Mi scusi, signore. È l'adrenalina».
«Non fa niente. La soffiata era attendibile, allora».
«Pare proprio di sì, signore. Spero che lo sbattano nella fogna più schifosa di tutta la prigione di Montchrist!».
«È quello che vorrei anch'io, sergente», risponde il commissario Grimmordon rifugiandosi nel suo ufficio. Purtroppo però il procuratore ha un'immagine progressista da difendere, e Pollock è già stato assegnato alle cure del dottor Amitabh Bachchan, il famoso psichiatra televisivo. Ma questo, pensa il commissario Grimmordon, non sarò certo io a dirlo al sergente Skolnick.
Il Dottor Canterbury si materializza nell'ufficio del direttore di produzione di Porta a Porta causando lo scompiglio generale.
Il regista gli chiede di cambiare tono di rosso della pelle, per problemi di fotografia. Una segretaria gli porge da indossare un completo di Armani. Richieste assurde, inconsistenti, ma si adegua. Un assistente di Bruno Vespa gli offre la lista completa del bar. Non sa che farsene. Uno strano figuro con gli occhiali da sole gli legge la lista degli argomenti da evitare: proibito qualsiasi commento su Giusy Ferreri, per i Radiohead stare sul vago, se qualcuno dice “U2” far finta di niente. Per il Dottor Canterbury avere a che fare con gli uomini è come immergersi in un formicaio: diversi, organizzati, specializzati, frenetici. Troppi. Dal loro caos collettivo scaturisce una dodecafonia dissonante che il suo senso musicale, l'unico senso con cui ormai si rapporta con il mondo, trova insopportabile.
La segretaria di produzione entra nel camerino con un sorriso che sembra un pannello solare.
«La trasmissione inizierà con un piccolo ritardo. C'è un'edizione straordinaria del TG. A proposito, l'altro ospite della serata è il dottor Amitabh Bachchan. Lo conosce?».
Il Dottor Canterbury non lo ha mai sentito nominare.
Ed ora, un'edizione straordinaria del nostro notiziario.
La notizia del rocambolesco arresto del noto terrorista noto come Pollock, ricercato dall'Interpol da oltre dieci anni, passa in secondo piano grazie ad un video, appena arrivato in redazione, che siamo in grado di trasmettervi in esclusiva. Il filmato mostra chiaramente il tentativo di aggressione subito da Michele Zarrillo, meglio conosciuto con il nome di Semiramis, pochi minuti fa nel proprio ufficio. Come potete vedere, l’aggressore è stato sconfitto unicamente dalla prontezza di riflessi del businessman più brillante della nostra città. Il video è stato girato dalle telecamere di sicurezza. L’aggressore è stato identificato come Dodi Battaglia, chitarrista del gruppo dei Pooh, che è attualmente ricoverato presso la Clinica Centrale in seguito ad un infarto. Ma chi è Dodi Battaglia? Vediamolo in una scheda preparata dalla redazione...
Il notiziario, la sigla, gli applausi di rito scorrono come acqua sulla sua coscienza.
Curiosamente, non è il giornalista (come aveva detto che si chiama?) che si rivolge a lui, ma è l'uomo seduto sulla poltrona bianca di fianco alla sua (come aveva detto che si chiama?).
«Dottor Canterbury, non trova contradditorio che lei, la personificazione della musica, l'incarnazione dell'arte che più di ogni altra può portare gli uomini a fraternizzare, sia costretto a vivere in isolamento, nascosto in una base missilistica segreta?».
«A dire il vero, “fraternizzare” è una categoria soggettiva. La musica scatena passioni, risposte emotive che possono essere socialmente positive oppure negative. La mia presenza, poi, ha dimostrato di enfatizzare al massimo grado queste risposte, e gli uomini non sono in grado di gestire una tale emotività. Per questo motivo le mie apparizioni in pubblico vengono limitate il più possibile».
«Eppure, dottore, io sono qui al suo fianco e non ho ancora manifestato istinti omicidi!» (il giornalista e il pubblico ridono), «Non crede che i cittadini del mondo avrebbero diritto di godere di lei, come di qualsiasi risorsa naturale, con la più totale libertà? Lei potrebbe essere la cura per un mondo migliore... Quanti miei pazienti, depressi cronici, potrebbero guarire in un istante soltanto con la sua presenza... Con quale motivazione lei riesce a negarsi?».
«Ma io veramente...».
«Fatica a rispondere? L'aiuterò io. Si ricorda di Judy Dyble? Avete avuto una storia d'amore voi due, se non sbaglio».
«Sì, quando lei uscì dai Fairport Convention. Ma all'epoca io...».
«All'epoca lei era ancora un uomo normale, certo. Eppure già allora era, per usare le parole di Judy, “un egocentrico egoista”. Ma i fatti più interessanti risalgono a quando lei era già diventanto il Dottor Canterbury. Ascolti: Vanessa Paradis, Tiffany, Debbie Gibson, Tracy Spencer, le dicono qualcosa questi nomi? Dovrebbero: erano tutte star del pop per adolescenti nei primi anni '80, e i loro produttori le avevano mandate a ripetizioni da lei, sperando che riuscissero a sviluppare un minimo di talento musicale... Ebbene, tutte quante stavano per denunciarla per molestie sessuali, finchè dei misteriosi agenti federali non le convinsero a cambiare idea...».
«Scusi, dottor Bachchan» interrompe Bruno Vespa, «In nome della correttezza giornalistica: lei come fa a sapere tutte queste cose?».
«Sono state tutte mie pazienti. E mi hanno autorizzato a rendere pubblica la vicenda, questa sera. Allora, Dottor Canterbury? A quanto pare persino lei non è in grado di gestire una tale emotività!».
Il frastuono disarmonico cresce intorno a lui. Le parole dei due uomini si perdono in un fragore di risacca. Non riesce a sopportarlo. Non riesce. La telecamera inquadra la poltrona bianca, improvvisamente vuota. Parte un applauso stiracchiato.
La Prog-caverna, dove i megaschermi rimandano immagini di 527 televisioni diverse di tutto il mondo, compresa l'MTV cinese e i canali di Bollywood.
«Per tutti i maestri di retorica, Eichpiel!».
«Inizio a pensare che Pollock potesse avere ragione, Albyrin!».
«Un piano per colpire i vigilantes progressivi... Addirittura due, sistemati nella stessa serata».
«E ci stava scappando il terzo, non dimenticare Semiramis!».
«Già. Chiunque ci sia dietro, si muove in fretta!».
«La domanda adesso è una sola».
«E quale?».
«Cosa facciamo?».
Holy father, holy ghost
Who's the one who pays the most
Rock the cradle don't you cry
Buy another lullaby
Jack is nimble, Jack is quick
Pick your pocket, turn a trick
Slow and steady, he's got time
To commit another TV crime
Ed ora, le ultime notizie.
Rick Rubin, vice presidente della Sony Music nonchè proprietario della American Recordings, è scomparso da almeno sei giorni. Rubin e' il quarto discografico di spicco a svanire nel nulla dopo Rod Smallwood, manager degli Iron Maiden, Sharon Osborne, moglie del popolarissimo Ozzy e Limb Schnoor, produttore di Helloween e Rhapsody. Le indagini procedono “aperte in tutte le direzioni”, come hanno riferito gli inquirenti.
La Semiramis Records si è aggiudicata i diritti per la distribuzione in tutto il nostro continente dei più famosi artisti dell'estremo oriente. Il primo disco “firmato” Semiramis sarà il nuovo album delle dive del Canto-Pop, le Twins, che in madrepatria hanno già venduto ottanta milioni di copie. Semiramis in persona, che come ricorderete è il nom de guerre del famoso cantante Michele Zarrillo, vincitore del Festival di Sanremo, si è inoltre dichiarato “molto ottimista” sulla possibilità di portare in tour la regina del J-Pop, Ayumi Hamasaki, nella nostra città.
Questa sera il Dottor Canterbury fara' una delle sue rarissime apparizioni televisive, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta. La curiosità del pubblico per il suo intervento è altissima.
«Sicuro, come no?» sbotta una voce sarcastica.
L'immagine televisiva si spegne. Le mille luci della città prendono il posto della scollatura della giornalista. La pioggia si rivela nell'immensa vetrata dell'ufficio di Semiramis, dotata di sistema di cristalli liquidi integrati.
Un lampo squarcia il buio e rivela l'espressione enigmatica del suo volto. Il silenzio è totale, l'equilibrio perfetto. Il tempo sembra essersi fermato.
Poi, all'improvviso, le porte in ebano del Kilimanjaro si spalancano. I corpi delle due bodyguards vengono proiettati all'interno dello spazio, un attico di 250 mq con soffitto a sei metri d’altezza, completamente rivestito in marmo nero della Siria.
«Maledetto! Hai rovinato la mia carriera ed ora la pagherai!!!».
Il misterioso assalitore entra nell'ufficio brandendo una Gibson signature series. Un'altra saetta ed il suo volto spicca nelle tenebre: è Dodi Battaglia, il chitarrista dei Pooh, un tempo uno dei migliori chitarristi italiani!
«Maledetto Zarrillo, come hai potuto comprare Vasco Rossi in esclusiva? Stava scrivendo i brani per il mio prossimo album solista! Almeno avrei pubblicato un altro disco che aveva qualche speranza di vendere!».
«Semplicemente perchè secondo i più recenti sondaggi è il songwriter più richiesto dal pubblico» risponde serafico Semiramis. «E voglio che scriva solo per me!» .
«Ma lo hai comprato con una fornitura di barolo a vita e due salami di Felino!».
«Nessuno mi ha mai accusato di fare cattivi affari, Dodi!».
«Sei uno squalo! Cosa è accaduto dei tempi in cui suonavamo insieme “A Whiter Shade of Pale”?».
«Tu andavi sempre fuori tempo!» replica Semiramis, e con una mossa così veloce da non poter essere colta dall’occhio umano, afferra una Rickenbaker a doppio manico da dietro la sua poltrona di pelle e stende al suolo Dodi Battaglia.
«E adesso voglio scoprire chi ti ha mandato, vecchio mio... Ah no, non provare ad inghiottire quel dente finto pieno di cianuro... No! Maledizione! Troppo tardi!».
Irrompe la seconda squadra della security.
«Signore, tutto a posto?!».
«Sì. Per favore, ripulite tutto. Questa sera ho una riunione con i produttori dei cartoni animati delle Winx».
Semiramis alza lo sguardo verso una delle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso del suo ufficio. Tutto è stato ripreso.
Nella zona bassa della città c’è una casa che assomiglia al castello di Frankenstein, così come è ritratto nel film di James Whale.
È la villa di Dave Vanian, il cantante dei Damned, ormai giovane solo in spirito. Nella sua casa Vanian ama dare libero sfogo al suo gusto goth. Ci sono tende di velluto color sangue, letti con catafalchi, ragnatele finte e quadri simbolisti ovunque.
È ormai notte e Dave Vanian vaga per i corridoi, spaventato. Ha sentito un rumore sospetto.
«Credi che abbia paura, eh? Credi che abbia paura di te, ladruncolo? Eh? Fatti vedere! Dai, fatti vedere, piccolo bast...».
La frase gli muore in gola non appena vede un rivolo di vernice sgusciare fuori da sotto la porta della cucina.
«Oh Dio... Lui no, lui no...».
Ma mentre indietreggia, Dave Vanian casca letteralmente in braccio a Pollock, che esce dall’ombra alle sue spalle.
«AAAAAHHHHH!!!! AHHHH!!!».
«Vedo che hai ancora una discreta voce, Vanian. Ma piantala con la commedia. Non ti ho ancora toccato».
«Po... Po... Pollock? Che vuoi da me?? Ti giuro che non farò un altro tour estivo con Captain Sensible!».
«Molto saggio da parte tua. Ora rispondi. Qualcuno ha ammazzato il Parodista l’altra sera. Avevate incrociato le strade parecchie volte, tu e lui. Ne sai qualcosa?».
«Il Parodista... No... Io... Io ormai sono fuori dal giro...».
«Darò fuoco a quella bellissima chioma nera che hai in testa se le tue risposte non saranno soddisfacenti».
«La mia chioma... Puoi anche averla, se vuoi. Guarda! Ho perso quasi tutti i capelli! Sto diventando calvo! Hai presente quelle calvizie che con inserti e impianti puoi sconfiggere?».
«Sì».
«Beh, la mia è dell’altra specie! Questa è... una parrucca!».
«Rhm. Vedo. Ma non cambia nulla. Il Parodista è stato ucciso e io scoprirò perchè!».
In quel momento, un fumogeno sfonda una finestra.
The fragile art of existence
Is kept alive by sheer persistence
1970. Isola di Wight. È l'ultimo concerto per Jimi Hendrix, il primo per Emerson Lake & Palmer.
Greg Lake è uno che guarda lontano. Dietro le quinte, la sera del 30 agosto, mentre gli Who suonano Tommy per intero davanti ad un pubblico che ha minacciato di spaccare tutto se gli verranno chiesti i soldi del biglietto, un party fra musicisti si trasforma in una riunione segreta.
Greg Lake parla.
«Benvenuti alla prima riunione dei Progwatchers!».
«Detta così, sembra una filiale dei Weight Watchers!» gli risponde Chris Squire degli Yes.
Lake incassa stringendo i denti. Lui ha sempre avuto problemi di peso ed è, segretamente, un membro dei Weight Watchers.
All'inizio degli anni '70 il futuro per il neonato rock progressivo sembra radioso. Ma già ci sono elementi preoccupanti. Gruppi sporchi, violenti e cattivi come gli MC5, gli Stooges e gli Hawkwind. Per questo, Greg Lake propone di creare un network segreto, formato da musicisti sopraffini, dedicato a difendere il verbo del Prog.
Gli ridono dietro quasi tutti. Ma alcuni accettano. Glenn Cornick dei Jethro Tull per esempio, che infatti sarà cacciato dalla band da lì a poco. Nella sorpresa generale Annie Haslam, la cantante dei Renaissance, si dichiara entusiasta. Il suo nome in codice all'interno dell'organizzazione diventa Sally Venus. Ma il protagonista più importante di quella notte è un giovane roadie che, con un giubbotto di pelle e una maschera, scopre la propria vera missione. Si farà chiamare il Parodista.
1977. L'orrore è sulle strade.
"No Elvis, Beatles or the Rolling Stones in 1977!" urlano i Clash. Tre accordi e la verità. Tutti quanti, andate e formate una band. Vengono fuori dai garage, dai club sotto i marciapiedi, dai casermoni popolari di periferia. Risse, sputi, fiumi di birra acida inondano i pavimenti. Sulle loro magliette c'è scritto I Hate Pink Floyd. Registrazioni casalinghe, strumenti scadenti, cantanti che non sanno cantare. Borchie, spille, capelli tinti di verde. Pete Townshend confesserà: “Eravamo terrorizzati. Pensavamo finisse con i Beatles, i Rolling Stones e gli Who impiccati sulla pubblica piazza”. Il verbo del Prog va al rogo.
«Bisogna reagire!» dice Greg Lake riunendo segretamente i Progwatchers. E propone, nello shock generale, un sestuplo vinile con un geniale concept sul Paradise Lost di John Milton. Non se ne fa niente. Greg Lake dovrà accontentarsi degli album Works volume 1 e 2.
Il Parodista si distingue all'interno dei Progwatchers per le azioni più radicali. I Sex Pistols firmano per la EMI nel bel mezzo del Tower Bridge di Londra, con frotte di reporters accorse ad immortalare l'evento. Il Parodista la notte prima ha minato il ponte. Solo l'intervento di Sally Venus impedisce la carneficina. Poco tempo dopo viene pubblicato il primo 45 giri punk, New Rose dei Damned. Anche qui, il Parodista vuole fare saltare la fabbrica che stampa i vinili, ma di nuovo gli altri Progwatchers lo fermano. I camion che consegnano i dischi ai negozi iniziano però ad avere strani, frequentissimi problemi meccanici.
Sei mesi dopo Sally Venus scompare misteriosamente, senza lasciare alcuna traccia.
Settimane di angoscia per i Progwatchers, ma saranno due giovani vigilantes progressivi, che si fanno chiamare Eichpiel e Pollock, a ritrovarla: in un magazzino di periferia, trasformato in improvvisato studio di registrazione. Incatenata e imbottita di anfetamine, Annie Haslam è stata costretta a consumare la propria voce angelica cantando senza interruzione assurdi testi in volgare trecentesco per un concept tratto dal Decamerone di Boccaccio. Il rapitore, una misteriosa figura con un cappuccio in testa fermato da un nodo scorsoio al collo, riesce a fuggire. Pollock e Eichpiel trovano in sala controllo i master che il misterioso rapitore non è riuscito a portare con sé. C'è abbastanza materiale per un album di 24 dischi.
Il colpo è troppo forte. I Renaissance pubblicano Azur d'Or, il loro album peggiore. Tutti gli altri grandi gruppi Prog si sciolgono o si nascondono. È la fine dei Progwatchers, lacerati dall'orrore ma anche dai terrificanti concept che Greg Lake continua a proporre...
«Storia antica, Accapi. Riassunto inutile. Ero presente. E anche tu».
La Prog-caverna. Oggi.
«Già. E ricordo benissimo che quando hai saputo che si trattava di una donna, non volevi più andare a liberarla, Pollock!».
«Non parlo di donne. Motivi personali. Cosa hai trovato sul cd masterizzato che il Parodista teneva nascosto nell'armadio?».
«Non è musica. Sono registrazioni di trasmissioni televisive. Puntate de L'isola dei famosi, La talpa, La fattoria, Amici e X-Factor».
«Putridi programmi di promiscuità!».
«Bella allitterazione!».
«Zitto, metallaro! Che cosa ha a che fare tutto questo con la morte del Parodista?».
«Beh, al di là dell'essere tutti reality, questi programmi hanno una sola cosa in comune!».
«E quale sarebbe, Accapi?».
«Sono tutti format di proprietà del nostro vecchio amico Semiramis!».
Watcher of the skies watcher of all
His is a world alone, no world is his own
1979. Non è per niente come nella canzone degli Smashing Pumpinks.
Greg Lake non suona da mesi ed è esattamente come ti aspetteresti dopo aver ascoltato “Love Beach”, l’ultimo album di Emerson Lake & Palmer: in pessima forma. La cosa che ricorda di più è una pera matura. Vestita come un imitatore di Elvis Presley.
Io, Eichpiel, sono ancora nel mio periodo “sosia buono di Eric Bloom”, la tuta in pelle da motociclista mitigata da un mantello in stoffa scozzese. Albyrin è nella sua fase “sosia ante litteram di Chris Cornell” e sopra il kevlar porta ancora una maglietta di Eddie degli Iron Maiden.
Pollock, con il quale ho collaborato nella lotta contro le punk bands della zona del porto, ha ancora il gessato immacolato e l’impermeabile nuovo. La sua maschera cola vernice come un pennello inzuppato: come diavolo fa?
Il Parodista, il veterano fra tutti noi, ha rubato il famoso tappeto indiano su cui Greg Lake poggia i piedi in concerto, ci si è avvolto e schiaccia un pisolino. Prima di iniziare, mi ha confidato di aver appena finito di iniettare silicone in tutte le serrature dell’appartamento di Malcom McLaren.
Greg Lake parla.
«Benvenuti alla prima riunione dei Punkbusters!».
Ha una lavagna su cui ha appeso i suoi “obiettivi”. Ci sono una foto dei Sex Pistols che firmano con la Virgin sul ponte del Tamigi, la copertina del primo album dei Clash, una locandina di un concerto dei Cramps e un rapporto di polizia su una rissa seguita ad un concerto dei Damned.
Seduto compostissimo su una sedia è Semiramis.
È un’eccezionale chitarrista Prog. Ha un gruppo che porta il suo stesso nome. Anni dopo abbandonerà la sua identità segreta e rivelerà al mondo di essere Michele Zarrillo, si dedicherà alla musica melodica, vincerà il Festival di San Remo e farà un mucchio di soldi, guadagnandosi la fama di uomo più furbo del mondo. Pollock non glielo perdonerà mai.
La presenza più forte nella stanza è comunque il Dottor Canterbury.
Il governo ha fatto di tutto per tenere segreto il suo passato e la vera estensione dei suoi poteri. Si sa soltanto che non è un musicista: era un assistente di laboratorio dell'Università di Copenhagen. A quanto pare, la sua origine è legata al gruppo di ricerca creato all'inizio degli anni Sessanta per dimostrare la teoria del CBGI, ovvero Campo del Buon Gusto Intrinseco. La teoria, formulata da un vecchio fisico che abita in una roulotte alla periferia di Las Vegas, afferma che ogni uomo nasce con la predisposizione genetica per apprezzare solo buona musica. È l'influenza della società che deforma e perverte questa potenzialità, creando i fan dei Take That.
L'esperimento prevedeva il bombardamento di oggetti inanimati con musica concentrata dei Soft Machine, dei Gong, degli Incredible String Band, dei Caravan e degli Egg, per verificare se sviluppavano una coscienza. Si sussurra che ancora adesso, in Danimarca, ci siano case in cui i mattoni fischiettano “Radio Gnome Invisible”.
La fase successiva fu la sperimentazione su un essere vivente. All'assistente non spiegarono tutto. Lui accettò lo stesso. Dal bunker di cemento armato emerse un gigante di due metri e venti, completamente nudo, color cremisi, che fluttuava per aria. Solo in seguito si sparse la voce che l'esperimento era finanziato dai servizi segreti. Lo battezzarono Dottor Canterbury.
Era in grado di intervenire sul CBGI individuale, modificando la percezione musicale fino a livello subatomico. Poteva prendere un hooligan ubriaco e da fan degli Stooges lo tramutava in un fine degustatore degli Amazing Blondel.
Questo cambiò tutto: le case discografiche iniziarono a farsela nei pantaloni, come avrebbero fatto a proporre artisti pop di infima qualità, con uno come il Dottor Canterbury che poteva convertire interi continenti ai tempi dispari dei Rush?
Ma subito un’agenzia governativa intervenne, e il Dottor Canterbury fu classificato come “arma non convenzionale” e utilizzato solo in determinate occasioni d’emergenza. Sembra che abbiano tentato varie volte di utilizzarlo per eliminare i Ramones, ma la situazione di Cuba ha sempre suggerito di aspettare tempi più tranquilli.
Greg Lake parla.
Ha preparato una lista di classici della letteratura da cui trarre concept album: Guerra e Pace, Anna Karenina, Il Dottor Zivago e vorrebbe chiudere con un epta-album su Marcel Proust. È a questo punto che il Parodista afferra il basso Alembic e glielo spacca sulla testa.
«Lo vuoi capire che non serve a niente?? Lo vuoi capire che è tutto inutile? Non ti è bastata la lezione dei Progwatchers?» sbraita.
La riunione si scioglie nell'imbarazzo generale. Non ce ne sarà un'altra.
They dared to go where no one would try
They chose to fly where eagles dare
A Farewell to Kings
Partecipato in incognito al funerale del Parodista. Pioggia torrenziale.
La solita parata di ipocriti: rock star in pensione, grassi giornalisti musicali che trent'anni fa inneggiavano al punk come salvezza del mondo, putrido contorno di soubrettes. Vago senso di fastidio. Ironia del caso: presenti quasi al completo i Punkbusters. Accapi e il metallaro in identità civili. Il Dottor Canterbury svettante su ogni partecipante. Semiramis che ha abbandonato i suoi preziosissimi affari per un'ora: probabilmente ne seguirà un tracollo della borsa mondiale. E il Parodista nella bara.
Letto negli occhi di Accapi un momento di reticenza, l'altra sera. Necessario indagare. Rompere qualche osso, se necessario.
La piccola folla si disperde all'uscita del cimitero. Come frammenti di una granata, tutti prendono una direzione diversa, senza uno sguardo, senza un indugio, come se ognuno non volesse neppure sfiorare la presenza dell'altro. Eichpiel e Albyrin raggiungono per primi il parcheggio. Un telefonino suona con la melodia del terzo segmento di "A Passion Play" dei Jethro Tull.
«Attenzione Albyrin» dice Eichpiel consultando il proprio I-Phone, «I sensori di peso della Progmobile mi segnalano un clandestino a bordo!».
«Già, ma quale sarebbe la Progmobile? Da cosa l'hai mascherata, questa volta?».
«È la Skoda, ovviamente!».
«Ma come?! Abbiamo una macchina con turboreattore da tre milioni di dollari dotata di cammuffamento termo-ottico e tu la trucchi come una Skoda?!?!».
«La discrezione è una qualità fondamentale, vecchio mio. L'intruso dovrebbe essere nel bagagliaio».
«Ma se ci sta a malapena il tettuccio, nel bagagliaio!».
«Ssshhh. Ecco che apro... Per tutti gli assoli di batteria!!!».
«Ma chi accidenti è?».
«È il custode del parcheggio, metallaro. Mi sembra ovvio».
«Aaaaahhh! Pollock! Vuoi farmi venire un infarto??».
«Se non te lo hanno fatto venire gli Emperor, non corri rischi. Curioso trovarvi qui, Accapi. Ero convinto che non corresse buon sangue fra te e il Parodista».
«Ti sbagli, Pollock. A modo suo era un eroe, anche se ha fatto cose terribili».
«Come quando ha rapito Glenn Danzig perche' non avvenisse la reunion dei Misfits. Cioè, lo ha tenuto incatenato in cantina per oltre sei mesi, facendogli ininterrottamente ascoltare la discografia degli Yes!».
«Vero, metallaro. Un'operazione brillante, geniale. Voi due non avreste mai avuto abbastanza fegato per farlo. Quando lo hai incontrato, l'ultima volta?».
Eichpiel sospira.
«E va bene, Pollock. Lo so che rischio di trovarti nascosto nel frigo ogni notte se non te lo dico. Ho incontrato il Parodista due settimane prima che morisse. Era venuto a trovarmi ed era letteralmente terrorizzato».
«Dettagli!».
«Era nervoso, sul punto di scoppiare in lacrime... Non lo avevo mai visto così. Ricordo che mi disse che, tornando da una missione - sostituire l'eyeliner dei Funeral For A Friend con del catrame abrasivo - aveva guardato per caso dal finestrino dell'aereo e aveva visto... un'isola».
«Un'isola?».
«Proprio così, un'isola. Mi parve di capire che avesse fatto qualche indagine e scoperto qualcosa. Ma non riuscii a fargli dire cosa. Scoppiò in lacrime. Tu non hai idea di quello che vogliono fare, mi diceva. Non sono un brav'uomo, queste mani sono state macchiate dal sangue troppo spesso, ma... ho anch'io i miei limiti. Quello che vogliono fare è mostruoso! Io cercavo di tranquillizzarlo, ma non c'era niente da fare. Era completamente andato. Prese in mano una pila dei miei CD e si mise a lanciarli per tutta la stanza. Sono sicuro che sarei riuscito a calmarlo, ma... ad un certo punto, si ritrovò fra le mani la copertina di “Phantasmagoria” dei Damned. Fu la fine. No no, non posso fidarmi di una persona che possiede cose simili, no! Anzi, forse ci sei dentro anche tu... Ci sei dentro anche tu!!!! E scappò».
«Tu hai in casa un CD dei Damned?!».
«Andiamo Pollock, contiene persino uno strumentale! Non è più punk!».
«Rmmmh... Dovrò tenerne conto. Tua integrità sempre più in dubbio, Accapi. Ma necessario concentrarsi su priorità. Isola misteriosa, nuovo fronte d'indagine. Possibile legame con il complotto mirato ad eliminare i vigilantes progressivi».
«Ancora con questa storia?».
«Zitto, metallaro. Il Parodista era un duro. Andava in prima fila ai concerti dei Sex Pistols con la bocca piena di Guttalax per sputarlo addosso a John Lydon. Cosa può averlo spaventato fino a quel punto?».
«La reunion dei Genesis con Phil Collins?».
«Basta stupidaggini. Forse c'entra qualcosa questo».
«Un cd masterizzato?».
«Era nell'armadio segreto del Parodista. Indagine speculativa, tua specialità. Guarda e scopri. Mi farò vivo».
Questa città non è mai riconoscente con i grandi uomini che hanno versato sangue per lei. Chi ricorda più gli scontri di piazza, le cariche della polizia, le marce dei punk nelle vie del centro il sabato pomeriggio? Senza il Parodista, fangosi anfibi Doc Martens avrebbero calpestato tutte le edizioni originali di “Selling England by the Pound”. Ricordi e segreti nascosti nelle fogne, sepolti in fretta sotto una lapide. Ma io non permetterò che dimentichino.
The hypocrites are slandering
The sacred halls of truth
Ancient nobles showering
Their bitterness on youth
Can't we find
The minds that made us strong?
Living After Midnight
per Albyrinth, ovunque sia
Diario di Pollock, 5 aprile
I-Pod fracassato nel vicolo questa mattina. Probabilmente gettato da un SUV in corsa. Questa città ha paura di me, perchè io so che cosa ascolta veramente, e so che non è Prog. Continua ad impoverirsi l'anima ascoltando l'ultima empia contaminazione con il rap, le ultime vestigia saccheggiate del soul, le ipocrite consolazioni del Bono di turno. Quando non resterà altro che deserto, allora gli orfani di speranza ricorderanno le fughe vertiginose, gli accordi possenti, gli assoli di batteria e si rivolgeranno a me e mi pregheranno dicendo: “Aiutaci, facci ricordare quelle melodie bellissime che arricchivano la nostra vita”. E io risponderò: andate a cagare.
Questa avventura inizia dove tante altre finiscono: mentre il Progressico Duo, la misteriosa coppia di vigilantes progressivi, sale le scale dalla Prog-caverna verso i lussuosi appartamenti della loro dimora, la Villa Strangiato, e si dirige verso la cucina per uno spuntino prima del meritato riposo.
«Ehi Eichpiel, guarda il pavimento! È tutte sporco di...».
«È vernice, Albyrin. Rivoli di vernice come se qualcuno passeggiasse con un pennello sgocciolante...».
«Un pennello sgocciolante... Oh mio Dio!».
«Per tutti gli assoli di violino! Pollock!!!».
Seduto al tavolo della cucina, un vecchio impermeabile, un cappello senza forma, una maschera fatta di macchie, schizzi, gocce e sgorbi senza senso. Il vigilante progressivo che si fa chiamare Pollock.
«Ehi Accapi. Quando ti decidi a comprare zucchero in zollette - shlorp - odio mangiarlo col cucchiaino - gluuk».
«Oh merda! Pollock!».
«Toh guarda - chlop - c’è pure il metallaro!».
«Pollock!? Sono... anni! Cosa ci fai qui?!».
«Dai un’occhiata a questa!».
Il piccolo pezzo di metallo rotola sul tavolo.
«È una borchia».
«Questa macchiolina è sugo?».
«Ah ah. Certo. Sugo di pomodoro umano. È una borchia del chiodo del Parodista. È morto».
«Vuoi dire quel Parodista?».
«Indagato su omicidio di ruotine. Tale Owen Ripper, buttato giù dalla sua finestra dell’ottavo piano, presumibilmente con il chiodo addosso. Cadavere e chiodo scomparsi. Borchia staccatasi nell'impatto, recuperata. Perquisito appartamento, trovato scomparto segreto. Owen Ripper era il Parodista».
«Forse è stato un fan di Rob Halford...».
«Sapevo che non avresti versato lacrime per lui, Albyrin».
«Lacrime? Non essere ridicolo Pollock, quell’uomo era un fanatico, un integralista! Sabotò in segreto il tour americano dei Clash!».
«E riciclava denaro sporco per la CIA, per finanziare una reunion dei Gentle Giant!».
«I grandi uomini non sono mai facili, Accapi. Il Parodista è rimasto fedele alla linea per tutti questi anni. Lo stesso non si può dire di te e del tuo allievo».
«Andiamo Pollock, senza punk non avremmo mai avuto i Motörhead...».
«L’unico punk buono è un punk muto e monco! Ma non mi aspetto che tu lo capisca, metallaro. Sono solo venuto ad avvertirvi, nel caso qualcuno si sia messo a caccia di vigilantes progressivi».
«Sei paranoico, Pollock!».
«È questo che si dice di me, adesso? Che sono paranoico? Eppure mi risulta che ti sei iscritto con il tuo vero nome al fans club di Ayumi Hamasaki».
«Cosa vuoi insinuare?».
«Nessuna insinuazione. Solo un’osservazione. Il Parodista era un puro, ha iniziato prima di tutti noi, in prima linea fin dagli anni settanta. Tutto il tempo per farsi un sacco di nemici. Forse ve lo siete dimenticato, ma c’eravate anche voi due, alla prima ed unica riunione dei Punkbusters convocata da Greg Lake nel 1979!».
«E il Parodista spaccò l’Alembic a otto corde di Greg Lake sulla sua testa!».
«Perchè Lake era in ritardo sui tempi. Pensava ancora a riempire gli stadi, a conquistare le hit parade con i concept album. Non capiva che il punk si combatte spaccando tendini delle mani! Ma il Parodista lo sapeva. Per questo ha pagato».
«Pollock...».
«Lascia perdere. Più niente da dire, altro da fare. Addio, metallaro!».
Questa città ha paura di me, perchè sa che io non le permetterò mai di dimenticare. Venerdì notte un Parodista è morto in questa città. E qualcuno sa perchè.
Living after midnight, rockin' to the dawn
Lovin' til the morning, then I'm gone, I'm gone...
Le gesta del Progressico Duo nacquero come una demenziale fan fiction nelle pagine del forum di X-Men World.
Nacquero per puro caso, come in un'improvvisazione jazz. Due persone - io e Albyrinth - che chiacchierano e scherzano - anzi, adesso che ci penso, stavamo perculando un giovane utente - e all'improvviso si ritrovano fra le mani una storia.
Il Progressico Duo univa due fra le passioni più nerdiche che esistano nell'Universo: quella per i fumetti e quella per la musica rock. Nel gioco di citazioni e rimandi, comunque, le storie - scritte un capitolo a testa, alternandosi a staffetta e senza mai consultarsi prima - riuscivano a restare divertenti e godibili, riscuotendo l'affetto del pubblico, come si dice.
Come molte belle cose, il Progressico Duo naufragò nel nulla, proprio a metà della sua avventura più ambiziosa: la parodia di Watchmen, il fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons che molti considerano il punto più alto mai raggiunto dal fumetto supereroistico americano.
Con il film tratto da Watchmen alle porte (uscirà a marzo), l'album perduto del Progressico Duo è stato terminato e completamente remasterizzato - da me solo, novello Mike Oldfiled - ma cercando di restare il più fedele possibile allo spirito dell'originale. Tra l'altro, il finale originale lo aveva pensato Albyrinth e non me lo aveva mai detto, per cui questo me lo sono inventato io.
Dodici capitoli, due alla settimana, per arrivare a ridosso del film e farsi due risate. Ma, come direbbe Pollock, di qualità superiore.