Listenmen, 9
Una bella ragazza stretta al tuo fianco, e tutto quello che ti viene in mente è Sleeping in your car dei Roxette.
Dura la vita del vigilante progressivo.
Il sedile posteriore della Progmobile è progettato per ospitare all'occorrenza una Gibson a doppio manico ma non certo due persone. La ragazza indossa un vestito rosso, lo stesso vestito rosso che Peter Gabriel portava nel tour di Foxtrot, quello della donna-volpe, ma questo è più corto. Molto più corto.
«Vedi qualcosa che ti piace, soldato?».
Albyrin alza lo sguardo e per la prima volta la guarda in faccia.
«Ma... ma io ti conosco! Tu sei Anneke van Giersbergen, la cantante dei Gathering!».
«Ex cantante, prego... » risponde gelida la ragazza, «E poi quando siamo in missione preferirei che mi chiamassi con il mio nome in codice».
«Oh, certo... uh... Sally Venus II. Ma non ti sembra un po' poco incisivo, come nome in codice?».
«Il Capo dice che trasmette un senso di storia...».
La Progmobile sfreccia per le strade della città, incurante della notte e della solitudine degli uomini che ascoltano solo Giovanni Allevi. Sul sedile anteriore Pollock si sta rimettendo la maschera. La bellezza del suo volto ha stupito tutti quanti.
«Chiedile di che capo sta parlando».
«Chiediglielo tu, Pollock, basta che ti volti!».
«Non parlo con le donne, Accapi. Chiediglielo e basta».
«Sto parlando del Capo dei Prog Knights, ovviamente!» risponde lei.
«E che accidenti sono i Prog Knights?».
«Mi sembra chiaro, no? Sono un network segreto di vigilantes progressivi dedicati a difendere...».
«Ok ho capito! E com'è che noi tre non ne sappiamo niente, di questo network?».
«Beh ragazzi, senza offesa ma... il Capo ha detto che siete troppo vecchi ed inefficenti perchè vi si possa invitare a farne parte!».
«Vecchi, eh? Io e Greg Lake stiamo per avere una lunga e franca conversazione su questo argomento...».
«E che c'entra Greg Lake, adesso?».
«Andiamo Sally, apprezzo la tua dedizione per la segretezza, ma è chiaro che questo fantomatico Capo non può essere altri che...».
«Greg Lake?!». Sally Venus II scoppia a ridere.
«Ragazzi, è da quando ho ascoltato i demo dell'album di Victoria Beckham che non ridevo così tanto!».
«Ma allora chi...».
«Pensa soltanto a dirigerti verso le coordinate che ho immesso nel tuo navigatore, Eichpiel. Tutto ti diventerà chiaro».
«Ma stiamo andando in pieno centro città!».
«E dove credevi di andare, al Polo Sud?».
Là dove la città notturna pulsa e palpita, là dove la vita lunare è luci e loghi e lounges di design, là dove il destino è una dolce fetta di torta che inacidisce dopo dieci secondi, là dove è impossibile trovare parcheggio, là la Progmobile si ferma in tripla fila.
Entrati in uno dei tanti grattacieli, prendono un ascensore manovrato da un sinistro vecchietto in livrea che, ad un semplice cenno di Sally Venus II, li porta all'ottantesimo piano ghignando: «Ottantesimo piano? Arriva subito!».
«E questo che accidenti è?».
«Sembra un ristorante ancora in fase di allestimento».
«Le vetrine sono coperte di giornali vecchi ed è tutto sporco!».
«Mai giudicare un disco dalla copertina, ragazzi! Venite, entriamo!».
Da lassù si domina tutta la città. Un mosaico di luci e nuvole che navigano nella notte. Lo spazio è circolare, immenso, è come se fossero entrati nella testa di un faro sulla cima del mondo. Al centro, un gigantesco divano rosso fuoco riproduce il logo anni Settanta degli Yes. Nella penombra ricorda le spire di un immenso serpente addormentato. Tutto intorno, a raggiera, tavoli di metallo lucido e sedie minimaliste con imbottitura in pelle.
«Ehi, Eichpiel, perchè ti sei bloccato tutto ad un tratto?».
«Quella batteria laggiù...».
«Sì?».
«Non posso sbagliarmi... è il set di Neal Peart usato nel tour di 2112 ed immortalato sulla copertina di All the World's a Stage!».
«Per tutte le percussioni! E quei due flauti incrociati...».
«Uno è di Ian Anderson e l'altro di Thijs Van Leer, è ovvio!» risponde Sally Venus II.
«E quell'intera parete ricoperta di moog...».
«È il set originale che Jean Michel Jarre ha usato per Oxygene».
«E gli sgabelli del bar? Sono tutti diversi!».
«Sono i vari sgabelli usati in tour da Robert Fripp dal 1969 al 1984!».
«Che diavolo è questo posto?».
«Il più grande detective progressivo del mondo lo avrebbe già capito, vecchio mio!» risponde una voce.
Seduto nella penombra, ad uno dei tavoli. L'unico apparecchiato. Camicia bianca di Armani e polsini d'argento a forma del logo di EL&P.
«Tu!» esclama Albyrin.
«Avrei dovuto immaginarlo!» esclama Eichpiel.
«Rhmm» esclama Pollock.
«Accomodatevi amici miei» sorride Semiramis, «La cena è pronta!».
Your supper's waiting for you
Hey my baby, don't you know our love is true