Listenmen, 12
Là dove il cielo accarezza i desideri degli eletti, un urlo taglia la notte.
«No! Non ci credo! Non ci crederò maaaaaai!».
«Che rivelazione, amici! Anche il temibile Pollock è sconvolto, dopo aver scoperto che il misterioso rapitore incappucciato di Annie Haslam era...».
«Non osare pronunciare quel nome, donna!».
«Avresti dovuto vedere la sua faccia, Pollock, quando gli ho detto che sapevo. La verità è sempre l'arma migliore. L'umiliazione gli è risalita dalle viscere, trasformandogli i muscoli in gelatina. Quando l'ho buttato già dalla finestra, sembrava un sacco di patate. Credo di avergli fatto un favore, in fondo».
«Semiramis, dannato bastardo...».
«Fermo, idiota. Credi di avere qualche speranza contro di me, adesso che sono in guardia? Anneke da sola può stendervi tutti e tre».
«Ma non lo farò, Semiramis!».
«Cosa?» esclama Semiramis.
«Cosa?» esclama Alessia Marcuzzi.
«Le eroiche parole di Pollock mi hanno aperto gli occhi. Finalmente ho capito cosa vuoi fare, ed è mostruoso. Il Prog è sempre stato una vetta da scalare da soli, una conquista per pochi. Non puoi ridurlo ad un tormentone di stagione».
«Pensavo avessi già oltrepassato la fase romantica, Anneke...».
«Chi ascolta Prog è romantico per sempre!».
«Amici, questa serata sembra destinata ad essere una sorpresa continua! Adesso assistiamo in diretta al tradimento di Sally Venus II!».
«Stai zitta, specie di trampoliere! È lui il traditore, il traditore di tutti!».
«A me sembra che adesso siamo quattro contro uno, Zarrillo. E tu, credi di avere qualche speranza?».
«I fatti non cambiano per questo, Accapi. La macchina è già partita. Non potete fermarmi».
«Non preoccuparti bauscia, ci penserà il marciapiede a fermarti!».
Pollock carica in pieno petto Semiramis e, sfruttando il suo peso, sfonda la grande vetrata del futuro ristorante Xanadu. I due corpi precipitano nel vuoto.
«Amici! Amici! Io... io non so più cosa dire! Presto, una telecamera in strada, presto!!».
Quattro volti attoniti, quelli di Alessia Marcuzzi, Eichpiel, Albyrin e Sally Venus II, si sporgono sul baratro trapuntato di luci.
«C'è qualcosa di bianco che fluttua nell'aria, laggiù...».
«È la camicia di Armani di Semiramis...».
«La velocità della caduta deve avergliela strappata di dosso».
«No, se l'è tolta lui. Sotto aveva un paracadute di Armani».
«Un paracadute sotto la camicia?».
«Il Capo pensa sempre a tutto... Anche se immagino che adesso non dovrò più chiamarlo così...».
«Mi dispiace che tu abbia dovuto scegliere fra il tuo capo e i tuoi ideali, Sally. Non piangere!».
«No, non piango per quello. E poi preferisco non aver tradito me stessa. È solo che...».
«Che?».
«Ecco io... avevo appena scoperto...».
«Quante emozioni si susseguono sui volti dei nostri vigilantes! Ma ecco! La grafica ci ricorda che ora anche Sally Venus II è stata nominata! Continuate a mandarci i vostri SMS!».
«Pollock...» sospira Eichpiel, «Non ti dimenticherò mai, amico».
«Questa suona come una minaccia, Accapi. Dammi una mano, piuttosto!».
Un braccio spunta dal bordo del parapetto.
«Pollock?! Ma come hai fatto?».
«Non posso morire: ho il Prog da difendere. E poi sono caduto nella piscina dell'attico di sotto».
«Amici, è incredibile, è assolutamente incredibile! Pollock sfugge alla morte ancora una volta! Quale patto diabolico avrà mai stretto il terribile vigilante? Ma gli basterà questa protezione oscura per salvarsi dalla nomination?».
«Adesso mi hai veramente rotto, bionda!».
«Fermo Pollock, cosa vuoi fare con quella bomba a mano?!».
La granata spira in mezzo alla sala, con il rumore di un petardo e una nuvola di fuliggine.
«Visto, amici? Persino le sue armi fanno cilecca, come c'era da aspettarsi da un relitto del passato...».
«Alessia, Alessia!» grida uno dei cameraman.
«Che c'è? Siamo in diretta!».
«No che non lo siamo! Le telecamere non funzionano più! Non abbiamo più la linea con la regia! Nemmeno i monitor funzionano!».
«E come è possibile?».
«Alessia guarda, anche tutti i cellulari sono morti!».
«Dannazione, senza cellulare come fa il pubblico a casa a votare?! E poi... ehi, ma... dove sono andati tutti? I concorrenti! I concorrenti sono scomparsi!!».
La limousine è lunga come la tua vita quando c'è coda al bagno.
Sparpagliati su un sedile grande come un letto a due piazze, da sinistra a destra, Eichpiel, Albyrin, Sally Venus II e Pollock, quest'ultimo tutto rannicchiato nell'angolo per non avere alcun contatto fisico con la ragazza, contemplano la strana svolta che ha preso il loro destino.
Di fronte a loro, una Jacuzzi lunga più di tre metri, tappezzata con piastrelle Bisazza, in cui è stato adagiato il Dottor Canterbury ancora addormentato.
Oltre, lontano, immerso nel buio dell'abitacolo, un altro sedile su cui troneggia serafica una gigantesca, molle figura. Forse Jabba the Hutt gira di notte in limousine?
«E tu chi saresti?».
Una lampada di cortesia in cristallo Swarowsky si accende.
«Non mi riconosci più, Accapi? Sono Greg Lake!».
«Per tutte le diete, Lake: sembri Buddah!».
«Vi stavo seguendo in televisione, ed ho immaginato che avreste avuto bisogno di aiuto. Anzi, direi proprio che vi ho salvato il culo. Se non vi avessi raccolti all'uscita del grattacielo di Semiramis, a quest'ora sareste già sulla graticola dell'Interpol. O in un villaggio vacanze dei servizi».
«A proposito, Pollock... cos'era quella bomba?».
«Un Coldbringer. L'unica buona idea di Frank Miller. La mia è una versione in miniatura».
«Un Coldbringer? La bomba che creando un impulso elettromagnetico rende inutilizzabili tutti gli apparecchi elettrici?».
«Vedo che hai letto anche tu il Cavaliero Oscuro, metallaro!».
«Aspetta un momento, Pollock: il Coldbringer è un'arma nucleare!».
«Ti ho ben detto che la mia è in miniatura!».
«Già, ma ha solo ritardato l'inevitabile» sospira Greg Lake. «La trasmissione di Semiramis ha battuto tutti i record di share. Da domani, uno spot durante Impressioni di Settembre costerà come una squadra di calcio!».
«Ma non per questo ci arrenderemo! Signor Lake, sono certa che anche tutti gli altri Prog Knights passeranno dalla nostra parte!».
«Una nuova squadra di giustizieri progressivi?» sorride Greg Lake, «E perchè no, in fondo?».
«Scusa una cosa, Sally» chiede Albyrin, «Chi altri fa parte dei Prog Knights?».
«Dunque, vediamo... ci sono tutti i membri dei Dream Theater...».
«Ah. Ok. Uh... Err... Ehi, guardate, il Dottor Canterbury si è svegliato!».
L'uomo che era chiamato Dottor Canterbury si stiracchia nella Jacuzzi. Anche da normale è alto più di due metri e gli è cresciuta un'enorme criniera bionda.
«Ehi, c'è nessuno che può prestarmi un paio di pantaloni?».
«Come va, Doc? Ti dispiace essere tornato una persona normale?».
«Tutto sommato, non tanto. Almeno adesso sarò libero di tornare in Olanda. Mi piacerebbe fondare una specie di gruppo aperto, con tanti cantanti ospiti, per fare dei concept album. Ho giusto in mente un paio di saghe di fantascienza che credo sarebbero molto carine...».
«Uh... certo, mi sembra una figata. Ehi, come hai detto che ti chiami?».
«Arjen Lucassen. Non è che avreste qualche spicciolo per l'aereo?».
Sotto un ponte della tangenziale, dove il mondo sembra finire.
All'orizzonte, il quartiere più povero e degradato della città: palazzi grigi di paura, soffocati dallo smog e dall'urlo mummificato di tutte le domeniche inutili di questo mondo.
«Sei sicuro di voler scendere proprio qui, Pollock?» chiede Greg Lake.
«Da domani il nemico non porterà più creste alla moicana o frangette emo... Avrà abiti alla moda, ballerà in maniera patetica, camminerà per il mondo agitando come una spada il suo inalienabile diritto a sentirsi felice. Avrà desideri mediocri, privi di fantasia, si aspetterà che il Prog gli salvi la vita, come un surrogato della musica new age che ascoltava alla sera per farsi passare lo stress da ufficio... Così, senza coinvolgimento emotivo, senza senso di scoperta, senza background culturale... Nel loro lessico svuotato le nostre parole non avranno più senso, la nostra missione farà loro paura, saremo ancora più temuti e più reietti. Per questo devo ricominciare da qui, da quelli che subiscono, da quelli che sono tenuti ignoranti, da quelli a cui iniettano i sogni per televisione».
«Sarà una buona vita?».
«Buona abbastanza, Accapi».
«Così, sei figlio di Keith Moon!».
«Sono figlio di una modella svedese che ha fatto un'orgia di un week-end in compagnia di Keith Moon e del suo roadie. Per anni mi sono domandato chi fosse veramente mio padre. E adesso che lo sai, vedi di tenere la bocca chiusa. A proposito, prendi questa».
«Cos'è, la prima Moleskine della storia?».
«È il mio diario. Tutta la mia carriera, la mia missione, la mia storia. Bene o male, stanotte è finita. Quello che ero, smetto di essere. Con l'alba inizierà una nuova era. Fanne quello che vuoi».
«Grazie, amico mio».
«Ehm... scusate... posso dire una cosa a Pollock?».
«Oh, ma certo, Anneke... voglio dire, Sally!».
«Puoi anche dimenticarlo quel nome cretino, Accapi. Da domani sarò solo me stessa. E devo ringraziare te, Pollock, per questo».
«Prego. Ora sparisci, se non ti dispiace».
«Ma io veramente volevo dirti anche che... che le tue parole di prima mi hanno aperto anche un'altra cosa, non solo gli occhi...».
«Cosa, i pori?».
«Il cuore, Pollock! Io... io sono innamorata di te!».
«Cosa?! Stammi lontana, femmina!».
«Oh sì, trattami male! Voglio essere il tuo zerbino, il tuo straccio per la polvere!».
«Aaargh! Eichpiel, Albyrin, toglietemela di dosso! E smettetela di ridere, imbecilli!».
«Saremo vigilanti e amanti! Non lo trovi tremendamente romantico?».
«Lo trovo tremendamente e basta!».
«Pollock, voglio un figlio da te!».
«Da me avrai solo botte, se non ti allontani!».
«Oh sì, puniscimi! Rendimi il tuo battipanni!».
Le due voci si allontanano in dissolvenza incrociata, giù per la collina. Anche la limousine di Greg Lake riparte, tagliando la strada a sei autoarticolati. Il Progressico Duo rimane solo, due ombre sul pendio dimenticate da una notte che ha i minuti contati.
«Ecco una coppia destinata a durare!».
«Almeno per tutte e due le facciate di Thick as a Brick!».
«Sai Eichpiel, ho come l'impressione di aver assistito ad un evento storico».
«In un certo senso è così, Albyrin».
«Che razza di mondo ci troveremo davanti, domani?».
«Non lo so, vecchio mio. Come sempre, tutto quello che potremo fare è ascoltare!».
FINE