Listenmen, 11
Ma quanto sono lunghe le gambe di Alessia Marcuzzi?
Albyrin, riacquistata la vista, pondera a lungo la questione per concludere che sono più lunghe di un assolo di Ian Paice.
Prigioniero dell'inquadratura in diretta, il Progressico Duo annaspa nell'umiliazione mentre Michele Zarrillo, alias Semiramis, stampa bacini di circostanza sulle guance della sorridente presentatrice.
«Vi ricordo che questa è una puntata speciale introduttiva, in cui siamo ospiti del nuovo Prog-ristorante di Semiramis, di imminente apertura! Sapete, Michele in persona mi ha appena confessato che è già stato prenotato per il banchetto nuziale di Paris Hilton! Da settimana prossima vivremo insieme le emozioni dei nostri giovani partecipanti, alle prese con la fame e la musica sulla nostra isola... ma oggi, come aperitivo, assisteremo ad una specie di passaggio delle consegne: la vecchia ed inutile generazione di vigilantes progressivi, qui riunita davanti alle nostre telecamere, uscirà di scena per fare spazio ad un mondo nuovo! Vi ricordo che potete telefonare o inviare SMS per scegliere chi volete eliminare per primo fra Eichpiel, Albyrin e Pollock! Quest'ultimo, in ogni caso, verrà preso in consegna dall'Interpol! Per cui votate, votate e votate!!!».
Centotrentacinque parole in venti secondi. È anche più veloce di Ritchie Blackmore.
«Maledizione Pollock, svegliati!».
«Lascia perdere, Accapi. In fondo sono stato addirittura pietoso. Sarebbe stata un'umiliazione troppo grande, per lui, essere sveglio in questo momento!».
«Te l'ho già detto e te lo ripeto, Semiramis: non funzionerà!».
«Orgoglioso fino all'ultimo! Vuoi scommettere in diretta, vecchio mio?».
«Hai già perso, bellimbusto!!».
Fulminea, la mano di Pollock scatta e si stringe intorno alla gola di Semiramis.
L'incredulità generale congela l'aria. Persino gli zoom impazziti delle telecamere si bloccano.
«Ferma lì, ragazzina! Prova a muoverti e gli spezzo il collo!».
Sally Venus II, il volto impietrito, è costretta a rimettersi a sedere.
«Un colpo di scena, amici!» urla Alessia Marcuzzi. «Il diabolico Pollock ne sa davvero una più del diavolo!! Seguiamo insieme questo appassionante sviluppo, totalmente imprevisto dai nostri autori!»
«Ma come è possibile?» ansima Zarrillo, «Nello zucchero c'era abbastanza sonnifero per un cavallo...».
«DNA di Keith Moon, Semiramis. Sono naturalmente immune ad ogni tipo di droga e sonnifero. Ti ho lasciato giocare per vedere le tue carte. Peccato che fosse la mano di un morto!».
«Pollock, non puoi strozzarlo in diretta!».
«Zitto, Accapi. È fuori dal tuo controllo. Come sempre».
«Anche dal tuo, Pollock!!!».
Un lampo di luce rossa. Il coro di In the Court of the Crimson King che si sparge nell'aria. Un gigante cremisi, completamente nudo, si materializza nel centro della stanza.
«Un altro colpo di scena, amici!! È nientemeno che il Dottor Canterbury, l'arma strategica contro la decadenza musicale dei nostri giovani! Scomparso in diretta da Bruno Vespa e comparso qui, con noi, ad Impressioni di Settembreeeeeee!! Inquadratelo, presto!!! No, davanti no, meglio il sedere! Procuratemi un vestito o ci censurano! Regia, possiamo aggiungere anche il Dottor Canterbury al televoto?».
«Il Dottor Canterbury nel mio locale! Quale onore!».
«Salve Semiramis, carina la tua assistente. Pollock, lascialo andare o ti innesto nella testa tutta la discografia degli Abba!».
«Apri gli occhi, sciroccato! Bruno Vespa, lo strizzacervelli, è stato tutto organizzato da lui!».
«Lo so. Ma al contrario di voi, io ho un quadro completo della situazione, privo di interferenze emotive».
«Te ce le hai al posto dei neuroni, le interferenze!».
«Non riuscite a capire che ha ragione! È quello che avrei dovuto fare io, è quello che ero nato per fare... Se non fossi stato così debole, così fragile, così...».
«Così perennemente ingrifato!».
«Se i servizi non mi avessero plagiato, rinchiuso, se fossi stato più coraggioso... Noi potevamo cambiare il mondo, potevamo rendere i Rush la band preferita dei monasteri di clausura femminili... e non l'abbiamo fatto!».
«Com'è toccante, amici, questa confessione in diretta! L'uomo che vive nascosto in un tunnel per missili apre il suo cuore davanti alle nostre telecamere!».
«Non hai capito proprio niente, testa di LSD. Il Prog è scoperta, esplorazione, elegia, esaltazione. È un percorso iniziatico che ognuno deve fare a modo suo. Non si può far diventare il Prog una moda di massa!».
«La nobiltà, ascoltate la nobiltà nelle parole del pericolosissimo criminale Pollock! Il terribile vigilante ha dunque un'anima?».
«Qualcuno riesce a farla stare zitta, dannazione?».
«Semiramis riuscirà a far diventare il Prog una moda di massa. E io lo aiuterò. Lascialo andare, Pollock. È l'ultimo avviso».
«Razza di hippy fumato, cosa credi? Che il mondo sia davvero pace e amore... Aaaaaarghhh!!!».
«Posso creare un suono talmente denso da spaccarti i timpani, Pollock. Ora lascialo!».
«Dannato figlio dei fiori...».
«Molla la presa, Pollock. Avremo un'altra occasione».
«Le vostre occasioni sono finite parecchi anni fa, Eichpiel».
«Se è per questo anche le tue, Canterbury!».
Semiramis, liberato dalla stretta di Pollock, impugna l'I-Phone e una strana melodia rieccheggia dagli altoparlanti nascosti fra le pareti del ristorante Xanadu.
«Ma che accidenti è? Miele sonoro?».
«Per tutta la melassa, Eichpiel, è così dolce che mi si stringono i denti!».
«Amici, io vi assicuro che sono sorpresa quanto voi! Che cosa ha escogitato il nostro geniale Semiramis questa volta?».
«Un momento, guarda il Dottor Canterbury! Si contorce come se fosse in preda a tremendi dolori!».
«È a terra! Boccheggia!».
«Zoomma sul volto, presto! Raccontiamo in diretta tutte le sfumature di questo immenso dolore!».
«Si sta trasformando! Diventa più piccolo!».
«E cambia colore. Gli stanno pure crescendo i capelli. Sta tornando ad essere un uomo normale!».
«Ottimo. E pensare che i miei tecnici non erano sicuri che avrebbe funzionato».
«Che diavolo era quella musica, Semiramis?».
«Un distillato di Canto-Pop. Non c'è niente di più zuccherino della musica commerciale cinese. Era l'unico metodo non sperimentato sul Dottor Canterbury».
«Assisitiamo ad un altro trionfo del nostro incredibile Semiramis, amici!!».
«Ecco perchè hai messo sotto contratto tutti quegli artisti dell'estremo oriente!».
«Bravo Accapi! Peccato che, come sempre, ci sei arrivato troppo tardi!».
«Perchè lo hai steso? Sembrava stare dalla tua parte!».
«Nessuno sta dalla mia parte, Albyrin, tranne quelli che scelgo io».
«Non cantare vittoria, Semiramis. Hai appena confessato di avere ucciso il Parodista, e per questo pagherai!».
«Davvero? Dimmi, Pollock, non è quello che avresti fatto anche tu?».
«La bocca di Semiramis si piega in un sorriso di perversa soddisfazione! Che cosa sa il più incredibile businessman della nostra città che noi non sappiamo?».
«Non è quello che avevi giurato di fare al rapitore di Sally Venus?».
Diario di Pollock, 6 febbraio 1978
Questa città non rivela i suoi segreti: bisogna strapparglieli, sollevandole le unghie con gli stuzzicadenti delle olive.
Il metodo ha funzionato egregiamente con i due poveri idioti che avevano consegnato un registratore a sedici piste in un capannone della zona industriale.
Nonostante il mio veto siamo entrati e l'abbiamo trovata. Annie Haslam, la cantante dei Renaissance, ammanettata davanti ad un microfono, pompata di anfetamine fino alle sopracciglia. Davanti ai nostri occhi, la prova definitiva che esiste davvero un network segreto di vigilantes progressivi.
Volete vedere il volto della giustizia? Eccolo, è il volto di stracci di una donna imbottita di stimolanti, legata ad un microfono da settimane, con la gola devastata da un'infiammazione non curata e gli occhi spenti dalla disperazione. Mia madre doveva avere una faccia così quando...
La porta di metallo ha cigolato, lo ha tradito. L'ho inseguito. Aveva il volto nascosto da un cappuccio nero. L'ho raggiunto prima che riuscisse a scavalcare la recinzione. Ne è seguita breve collutazione, durante la quale ho riportato una frattura ad una costola e una dislocazione del gomito. Mi è scappato.
Questa mattina Eichpiel mi ha contattato tramite il solito manifestino sulla bacheca dei concerti dell'Università. “We passed the audition”. I Progwatchers si sono accorti di noi.
Dovrei essere contento, ma non lo sono. La rabbia è tornata a bruciare, come non succedeva da anni.
Mieterò questa notte come se fosse un campo di grano. Quel bastardo incappucciato non mi sfuggirà.
«Ho ritrovato il suo cadavere, un anno dopo».
«Hai trovato un morto con un cappuccio in testa. Era un ragazzino che si era suicidato dopo aver saputo che Ozzy Osborne lasciava i Black Sabbath. O dopo aver ascoltato Never Say Die, non ricordo bene».
«Come fai a saperlo?».
«Perchè ce lo misi io sotto quel ponte. Pagai anche un paio di roadies perchè si lasciassero pestare da te e ti indicassero la zona. La storia del misterioso rapitore di Annie Haslam, che aveva tenuto in scacco i potenti Progwatchers, doveva concludersi. E dovevo rimanere io l'unico a conoscerne il segreto».
«Pensate, amici, un mistero antico di oltre trent'anni, che sta per essere svelato qui, ora, davanti a noi!».
«Per te questo e altro, Alessia tesoro! Vedi, questi due imbecilli si lasciarono sfuggire il rapitore pazzo, ma recuperarono i master dell'album che questi stava registrando. Peccato che non abbiano mai pensato di ascoltarli!».
«Ah sì? È vero, imbecilli? Confessatelo in diretta!».
«Erano inascoltabili! Oltre alla voce della Haslam c'era solo uno stranissimo strumento a corda...».
«Uno scacciapensieri siciliano, per la precisione!».
«Oddio, un album di 24 dischi di scacciapensieri siciliano!?!?».
«Perverso, eh? Ma io lo ascoltai tutto. Studiai le linee melodiche, i tempi e la cadenza. Stilai un profilo psicologico. Sponsorizzai un paio di professori di acustica che riuscirono a ricostruire un modello 3D della bocca che suonava lo strumento. Avevo già dei sospetti, ma quando ebbi il modello davanti, diventarono certezze. Sapevo chi era il mio uomo».
«Chi era, chi era il rapitore di Hannie Aslam? Michele ti prego, rivelaci questo segreto, non farci stare col fiato sospeso...».
«Ma certo, Alessia. Però scusa se per ora non te lo dico, per far crescere la tensione nei nostri telespettatori attraverso i ben noti tempi vuoti televisivi. Dunque, cosa stavo dicendo? Ah sì... Non feci nulla. Nulla di nulla. Riuscite ad immaginarlo? Mi limitavo ad osservarlo. Il suo segreto era un'ossessione che solo io comprendevo. Non avevo bisogno di fare nulla. Il semplice sapere mi poneva in posizione di vantaggio, capite? Intanto, il tempo passava e arrivò il 1979».
«E allora?».
«E allora Greg Lake convoca la prima ed unica riunione dei Punkbusters, ed io osservo il mio uomo prendere il suo basso Alembic e spaccarglielo sulla testa!».
I'll be the roundabout
The words will make you out 'n' out
And change the day your way
Call it morning driving thru the sound and in and out the valley.